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‘Amore e dovere’ di Tolstoj. Un libro dimenticato

Da ufficiale, nel Caucaso e a Sebastopoli, conduce un’esistenza “d’orgia e di gioco” e assiste agli orrori della guerra. A trentaquattro anni si sposa e, nell’ambiente calmo e pacifico della famiglia, scrive due dei suoi capolavori, Guerra e pace e Anna Karenina. Ma, alle soglie dei cinquanta, Tolstoj abbandona il mondo e si ritira nel suo eremo di Jàsnaja-Poljana per lavorare la terra. Un’esistenza semplice che, ispirata alla dottrina cristiana, rinuncia alle ricchezze terrene ed esercita la bontà verso gli altri.  A questa concezione religiosa lo scrittore si ispira anche nel trattare il grande problema dell’amore come appare in uno scritto dimenticato, Amore e dovere, edito da Bibliotheka.

Il testo è profondamente influenzato dallo stile di vita che Tolstoj aveva deciso di intraprendere, una sorta di ritiro ispirato dalla dottrina cristiana e improntato verso il lavoro manuale e la bontà verso gli esseri viventi. Può essere considerato una sorta di manuale nel quale i capitoli sono suddivisi per argomenti, come il motivo per i quali gli esseri umani provano amore, le diverse forme del sentimento, la relazione fra i due sessi, l’amore in relazione al dovere e un capitolo è dedicato al ruolo delle donne e delle madri.

Secondo lo scrittore russo, l’uomo ama, non perché sia suo interesse amar questo o quello, ma perché l’amore è l’essenza dell’anima sua; perché non può non amare. L’uomo non vive per soddisfare i suoi bisogni, ma vive per l’amore. Il vero amore, quello che si manifesta, non per via di parole, ma di atti, dà solo la vera sagacia e la saggezza vera. L’amore non può essere sciocco. Là dove cessa l’amore, comincia il disgusto. L’amore è un sentimento che si può avere, ma non si può predicare. L’unità nell’amore, può dar la maggiore somma d’amore. Per essere capace di amare gli altri, bisogna non amare esclusivamente se stesso.

L’autore

Scrittore, filosofo, educatore e attivista sociale russo, Lev Tolstoj (1828 – 1910), divenuto celebre in patria grazie a una serie di racconti giovanili sulla realtà della guerra, acquisì risonanza mondiale grazie al successo di Guerra e Pace e Anna Karenina, a cui seguirono opere narrative sempre più rivolte all’introspezione dei personaggi e alla riflessione morale. È ricordato per la sua idea della “non violenza attiva”, secondo la quale l’uomo deve impegnarsi fortemente contro le ingiustizie, senza usare la violenza. Un pensiero che ispirò importanti figure di pacifisti, tra cui il Mahatma Gandhi e Martin Luther King. 

Roberto Maier è docente di Teologia e di Etiche della terra all’Università Cattolica del Sacro Cuore (sede di Piacenza) e di Ethics and Anthropology of Food all’Università di Parma

About Annalina Grasso

Giornalista, social media manager e blogger campana. Laureata in lettere e filologia, master in arte. Amo il cinema, l'arte, la musica, la letteratura, in particolare quella russa, francese e italiana. Collaboro con L'Identità, exlibris e Sharing TV

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