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Annalina Grasso

Giornalista, social media manager e blogger campana. Laureata in lettere e filologia, master in arte. Amo il cinema, l'arte, la musica, la letteratura, in particolare quella russa, francese e italiana. Collaboro con L'Identità, exlibris e Sharing TV

Il suicidio francese, la critica culturale all’evoluzione sociale di Zemmour

Il suicidio francese

Il suicidio francese del giornalista e scrittore francese di origine algerina Eric Zemmour è stato campione d'incassi in Francia nel 2014 e oggi, alla luce dei tragici fatti di Parigi di una settimana fa, torna di grande attualità insieme ad Oriana Fallaci e a Houellebecq. L'autore, sulla scia de Il male francese (1976) di Peyrefitte, fa un ritratto "nero" della Francia degli ultimi quarant'anni, presentandoci un Paese in declino, come tutta l'Europa e l'Occidente, del resto.

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Traducendo Brecht, il ruolo della poesia secondo Fortini

Franco Fortini

La seconda e la terza sezione di Una volta per sempre, raccolta poetica dell'autore fiorentino Franco Fortini, sono intitolate rispettivamente Traducendo Brecht I e Traducendo Brecht II. L'attività di traduttore dell'opera brechtiana ha rappresentato per Fortini un'esperienza che andava della semplice operazione tecnica ; egli infatti vedeva nel drammaturgo tedesco "il più vero e probabilmente l'unico poeta morale del realismo".

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40 anni fa moriva Pasolini, il marxista che amava New York

Pier Paolo Pasolini neorealismo

Pierpaolo Pasolini oggi avrebbe 93 anni (nacque nel 1922), venne ucciso all'idroscalo di Ostia, a quanto pare, da un giovanotto, "un ragazzo di vita", tale Giuseppe Pelosi. Pare, perché questa tragica storia è ancora avvolta nel mistero; ci sono state, secondo molti tante bugie, depistaggi, occultamento di prove intorno alla pronunciata il 26 aprile del 1979 con la quale la corte di Cassazione ha stabilito in via definitiva che “Pasolini fu ucciso da Pino Pelosi”, Pelosi che ha ritrattato la sua versione, dichiarando che Pasolini è stato ucciso da altre tre persone.

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Processo dell’Islam alla civiltà occidentale, il resoconto di Guido Piovène

Guido Piovene

Nel settembre 1955 un gruppo di autorevoli intellettuali islamici e italiani si riunisce a Venezia, presso la Fondazione Cini, per discutere dei rapporto tra la civiltà islamica e quella occidentale. Prendono parte i maggiori studiosi dell'Islam, da Giorgio Levi della Vida ad Alessandro Bausani, a Francesco Gabrieli; un economista, Pasquale Saraceno; un giurista, Francesco Carnelutti, che all'incontro dà la forma di un vero e proprio dibattimento tra accusa (i paesi mussulmani) e difesa (l'Occidente), e uno scrittore, Guido Piovene, che due anni dopo pubblica il resoconto di tali conversazioni dal titolo Processo dell'Islam alla civiltà occidentale.

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Antonio Baldini, tra serio e faceto

Antonio Baldini

Nato a Roma nel 1889, dopo la laurea in lettere, con una tesi su Francesco Petrarca, lo scrittore Antonio Baldini incomincia a svolgere una lunga attività di collaborazioni giornalistiche, grazie alle quali diventa uno dei più seguiti elzeviristi e uno dei più noti inviati speciali del giornalismo italiano tra le due guerre. La sua notorietà gli consente di entrare a far parte dell'Accademia d'Italia (1939).

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Non sa più nulla: la rassegnazione di Sereni

Vittorio Sereni

Delle dodici poesie che costituiscono il vero e proprio Diario di Algeria del poeta Vittorio Sereni, Non sa più nulla è la quarta e ultima, nonché la lirica più celebre e tra le più importanti di Sereni. Essa è stata scritta in occasione dello sbarco degli alleati in Normandia nel giugno del 1944, ma il poeta, prigioniero in Algeria, appare dominato da un'amara rassegnazione; egli è sprofondato in un"cerchio d'oblio" da cui nulla lo può sollevare. Tutto ciò che esula dalla sua sofferenza quotidiana, dal senso di abbandono che lo minaccia, gli appare troppo lontano e privo di senso.

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