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Annalina Grasso

Giornalista e blogger campana, 29 anni. Laurea in lettere e filologia, master in arte. Amo il cinema, l'arte, la musica, la letteratura, in particolare quella russa, francese e italiana. Collaboro con una galleria d'arte contemporanea.

“Padre padrone”, la storia di affrancazione di Gavino Ledda

padrepadrone

Il legame di sangue come unico vincolo per la formazione e la preparazione alla vita adulta, la legge del patriarcato che rende un figlio schiavo, l'asprezza della natura sarda dal sapore deleddiano, la ribellione che cova, la voglia di affrancarsi e di essere libero, la lotta, la meravigliosa scoperta di quanto possa essere rigenerante per l'uomo la cultura; è questa la storia autobiografica di "Padre padrone", bellissimo e crudo romanzo del 1975, la storia del suo autore, Gavino Ledda, il pastore-scrittore.

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Nicola Gratteri, “La malapianta”

La malapianta

La forza della mafia è direttamente proporzionale alla fragilità e all'incapacità delle istituzioni; sembra emergere questo dalla lettura del libro- conversazione con Antonio Nicaso, tra i massimi esperti di 'ndrangheta al mondo e storico delle organizzazioni criminali, "La malapianta" del magistrato calabrese antimafia Nicola Gratteri (Gerace, 22 luglio 1958).

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Top ten marzo 2014

top ten marzo 2014

Classifica dei primi 10 libri più letti nel mese di marzo 2014.     CAMILLERI ANDREA                                  INSEGUENDO UN’OMBRA                                   SELLERIO   VITALI ANDREA PREMIATA DITTA SORELLE FICCADENTI Rizzoli   RECALCATI MASSIMO NON E’ PIU’ COME PRIMA. ELOGIO DEL PERDONO …

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Luca Pierantoni: “Darfur”

Darfur

Lo scrittore Luca Pierantoni, nel suo libro-denuncia "Darfur" ci dà delle cifre impressionanti: due milioni di sfollati e duecentomila morti. Le principali cause? La violenza dei Janjawid, un regime militare islamico, gli interessi commerciali delle grandi potenze, l'attenzione mediatica dell'opinione pubblica occidentale, il petrolio.

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Perché il film “La grande bellezza” non può esserci estraneo

Tony Servillo in una scena del film

"La grande bellezza" è un film ambiguo, fluido, controverso che non può non dividere e far discutere. Ma quello che sorprende negativamente sono certe prese di posizione a prescindere, soprattutto di chi non ha mai visto un film di Sorrentino e lo ha stroncato gratuitamente e di chi non perde occasione per far valere il detto"l'erba del vicino è sempre più verde". Dovremmo essere più nazionalistici, sbarazzandoci dell'eccessiva esterofilia che ci contraddistingue ed essere capaci di gioire se un film italiano dopo 15 anni torna a vincere un Oscar.

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