Dopo una serie di album all’insegna del più classico cantautorato di matrice pop, nel 1973, Elton John rompe ogni indugio e da alle stampe il suo lavoro più ambizioso Goodbye Yellow Brick Road, monumentale doppio album dal successo clamoroso, infarcito di rock, ballads e poesia.
Read More »“Aoxomoxoa”: la parola magica dei Grateful Dead
i Grateful Dead, vera band simbolo della Summer Of Love si sono messi in luce durante gli acid-test organizzati da Ken Kesey e Robert Hunter, durante i quali improvvisavano per ore sotto l’effetto di LSD, i Dead erano abituati a comporre ed incidere in totale libertà senza alcun riguardo per il minutaggio, l’armonia e l’orecchiabilità del prodotto finale.
Read More »“Teaser And The Firecat”: gli acquerelli di Cat Stevens
Nel 1970 Cat Stevens era uno dei cantautori più popolari e rappresentativi della sua generazione. Dopo la pubblicazione di Tea For The Tillerman, autentico best seller era, francamente, difficile fare di meglio. La sua delicata poetica fatta di critica sociale, umori ecologisti, sussurri amorosi unita a scintillanti melodie di stampo pop scala le classifiche e proietta l’artista nell’Olimpo del rock.
Read More »“Highway 61 Revisited”: la rivoluzione di Bob Dylan
Ci sono album capaci di modificare il corso degli eventi, di influenzare il pensiero e le coscienze di intere generazioni cambiandone per sempre l’identità ed addirittura la storia. Highway 61 Revisited di Bob Dylan è uno di questi. S’impone nell’immenso caleidoscopio musicale degli anni ’60 grazie ad una, fino ad allora, inedita miscela sonora e a delle liriche che, per la prima volta, assumono dignità letteraria.
Read More »“Paranoid”: il cupo vortice dei Black Sabbath
I Black Sabbath hanno il potere di scrivere testi altamente evocativi, che uniti a melodie ipnotiche ed ad uno spiccato gusto per la teatralità, gli conferisce uno stile unico ed inconfondibile. Alla fin fine sono solo un ex gruppo blues con tendenze hippie ma l’appeal sui giovani adolescenti delusi dalla rovinosa fine della “summer of love” è innegabile.
Read More »“Second Helping”: la purezza dei Lynyrd Skynyrd
Maledetti, senza alcuna regola, assidui sostenitori e praticanti della sacra triade del rock (sesso, droga & rock’n’roll), i Lynyrd Skynyrd, nel 1974, erano un gruppo in cerca di definitiva consacrazione dopo aver mostrato autentici sprazzi di genio nel loro album di debutto: Pronouced Leh-nerd Skin-nerd.
Read More »“The Dictionary Of Soul”: la grammatica di Mr.Redding
Otis Redding riesce ad infondere, in tutto il suo repertorio ma soprattutto in The Dictionary of soul, tanto pathos, tanto fascino e tanta suggestione da divenire, in breve tempo, il più famoso e celebrato artista soul di tutti i tempi. Basti pensare che nel giugno del 1967 è l’unico rappresentante del genere ad essere invitato sul palco del Monterey Pop Festival a fianco di artisti quali Jimi Hendrix, Janis Joplin, The Animals e Simon & Garfunkel.
Read More »“The Joshua Tree”: il viaggio degli U2
L’America è posto affascinante, pieno di possibilità, di speranze, di promesse. Ma più che un luogo l’America è sempre stata, nell’immaginario collettivo, un mito, una leggenda, una sorta di Eldorado in cui si sono rifugiati i sogni di chi ha sempre creduto in un futuro migliore. Per gli irlandesi in special modo, il Nuovo Continente, è stato un simbolo di rinascita, in cui ricominciare una nuova vita lontano dalle ristrettezze mentali, sociali ed economiche del Vecchio Continente. Lo sanno bene gli U2, forse la più grande rock band irlandese di tutti i tempi, che col mito americano hanno dovuto comunque fare i conti
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