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Poesia

‘Conclave dei sogni’: il rifiuto della modernità di Vigolo

Conclave dei sogni

Conclave dei sogni è il libro con cui il poeta Giorgio Vigolo ha radunato le sue poesie nel 1935. La raccolta non appare tesa verso una deliberata ricerca di < > nello spirito e nella forma. In alcuni passaggi dell'opera si avverte un sapore ungarettiano, in altri non si può fare a meno di pensare a Palazzeschi. Ma da quella modernità poetica, Giorgio Vigolo si esenta, obbedendo ad una diversa idea della poesia. Viceversa, una tipica contemporaneità possiamo trovarla nella sua cultura, nel sostrato teorico, di cui il suo sentimento ha bisogno di liberarsi.

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Piero Bigongiari: “Vetrata”, il tempo che passa

Piero Bigongiari

Piero Bigongiari è tra le personalità letterarie più di rilievo del novecento italiano, che ha accompagnato la sua attività di poeta a quella di traduttore nonché di autore di studi critici, tra i quali spicca Poesia italiana del Novecento (1960). La sua figura gode di grande autorevolezza in quanto è considerato uno dei più importanti poeti ermetici toscani, insieme a Mario Luzi e Parronchi. Interessato all'arte in ogni sua forma, Bigongiari include nella sfera delle sue amicizie poeti di grande rilevanza come Leone Traverso, Giuseppe Ungaretti, Carlo Emilio Gadda, Elio Vittorini, Alfonso Gatto, Vasco Pratolini, Mario Luzi.

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La visione poetica mistica di Cristina Campo

Cristina Campo

Traduttrice ispirata e dall'originale pensiero, Vittoria Guerrini, in arte Cristina Campo, è stata una tra le più importanti poetesse del novecento. Cristina Campo nasce a Bologna nel 1923 per poi trasferirsi nel 1928 a Firenze, città che la influenza nella sua formazione letteraria. Qui conosce personalità come Leone Traverso, Mario Luzi e Gianfranco Draghi. Sono incontri, questi, che ella ricorderà a vita e che influenzeranno il cammino letterario della Campo per condurla alla scoperta di Simon Weil, filosofa etica da cui l'autrice blolognese trae ispirazione e dalla scrittrice Margherita Pieracci Harwell che ne curerà le opere postume.

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Guido Gozzano: ‘Invernale’

Guido Gozzano

La lirica Invernale è tratta dalla raccolta I colloqui, del 1911 del poeta torinese Guido Gozzano. Considerata da Eugenio Montale una delle migliori novelle in versi di Gozzano, essa vale infatti quanto un breve racconto: un'occasionale pista per il pattinaggio invernale, un gruppo di giovani pattoinatori e la sfida del pericolo, tra turbamenti d'amore e angoscie esistenziali.

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‘Eroticamore’, il lirismo virile di Alda Merini

Eroticamore poesie

Alda Merini poetessa "folle" e innamorata della vita; la si può vedere così, un gabbiano imperioso che si annuncia nelle nebbie costiere, come il fumo di cui la donna si circondava. Aspra e insieme avvolgente, diretta, soggetta agli influssi lunari, scomoda, e incline ad una perenne follia, a metà tra la terra ed il cielo. Il volume Eroticamore è pubblicato nel 2009 dalla casa editrice Lieto Colle e costituisce la punta di peperoncino, la fiamma della vita passionale, carnale del poeta. Un libro minuto, setoso, che raccoglie pensieri, qualche poesia e un racconto erotico che Michelangelo Camelliti, editore e amico della donna, apostrofa come "reazione immaginifica ad uno stato di prostrazione in cui versava la poetessa". Un manoscritto serbato per 14 anni dall'editore su richiesta della Merini, ne accresce il mistico splendore.

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Ada Negri: il “dono” della vita

Ada Negri

Ada Negri nasce a Lodi nel 1870 da umili origini. La sua produzione poetica comincia sin dai primi anni della sua età adulta, che la vedono maestra elementare a Motta Visconti, un paesino della provincia di Milano. Qui pubblica le sue prime poesie su varie riviste, per poi pubblicare nel 1892 la sua prima raccolta, Fatalità, che ebbe gran successo e che porta la Negri a Milano. Qui la poetessa, anche grazie ai temi sociali trattati nella raccolta, entra in contatto con gli ambienti politici milanesi, specie col partito socialista, conoscendo Turati, Mussolini e Anna Kuliscioff.

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Il mare visto dal poeta Giorgio Caproni

Giorgio Caproni

Una delle caratteristiche della poesia di Giorgio Caproni è senza dubbio la semplicità, unita alla vasta spazialità della sua immaginazione che riesce anche ad inglobare il lettore nel suo universo. "Un uomo che ama vivere l'amore e la natura", questa è una possibile descrizione dell'uomo Giorgio Caproni, che si nasconde, in veste di autore, dietro le sue splendide e coinvolgenti poesie. Lo stile chiaro e mai pesante, dolce come un canto, accompagna le descrizioni di luoghi e sensazioni vive e leggere, come il vento, immense e profonde, come il mare.

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‘Al mondo’, l’ironica invocazione di Andrea Zanzotto

Andrea Zanzotto

La poesia Al mondo, che fa parte della raccolta La beltà del poeta veneto Andrea Zanzotto, va interpretata come un'ironica invocazione che scaturisce dal bisogno di reagire alla disgregazione della società contemporanea, sempre più alienata e annichilita. Proprio il riferimento al barone di Münchhausen, che si "liberò dalla palude tirandosi per i capelli", come annota lo stesso poeta, mostra tutta la consapevolezza ironica e autoironica dell'autore che, pur conscio della propria crisi, riafferma la propria volontà di sottrarsi al labirinto entro cui si trova.

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