Tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento alcuni tra i maggiori scrittori francesi vengono attratti dal messaggio del Vangelo e da un sentire condiviso contro i tanti "ismi" del secolo condannati anche dalla Chiesa: positivismo, scientismo, materialismo, naturalismo, modernismo, laicismo. In un saggio dal titolo Il peccato e la grazia. Letteratura e cattolicesimo nella Francia del '900, il saggista Giuliano Vigini offre un quadro completo di questa letteratura lontana da tentazioni apologetiche e certezze inconfutabili, ma capace di dipingere situazioni e personaggi alle prese con azioni delittuose, fallimenti esistenziali, solitudini e angosce, grazie ad autori che meritano di essere nuovamente scoperti, da Bloy a Huysmans, da Péguy a Mauriac, da Claudel a Bernanos.
Read More »Pensieri sparsi su Borges, di Davide Morelli
Borges è stato senza dubbio uno dei più grandi scrittori del Novecento. La sua cultura è stata enciclopedica. La sua memoria è stata prodigiosa. Forse talvolta Borges ha avuto paura di essere come il suo Funes. Ricordo che per il Funes la memoria sprovvista di filtro ed incapace di oblio era diventata "un deposito di rifiuti" e aveva reso il personaggio sovraccarico di letture e di sensazioni al punto da non riuscire più a pensare. Forse questa era una sua ossessione.
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