Siamo sempre tutti preoccupati del nostro essere fuori da noi stessi: il ruolo familiare, quello lavorativo, il posto occupato in società. Ma quanto, davvero, ognuno di noi si preoccupa del nostro essere interiore? Che il libeccio faccia il mio gioco (Edizione speciale, vincitore del Premio Mestre 2025) di Luisa Aliotta si apre al lettore con una citazione di Pessoa che riporta invece la “vita interiore” al centro dell'attenzione e delle preoccupazioni dell'essere umano, nella fattispecie dello stesso poeta. Fernando Pessoa ha votato la sua intera esistenza al “sogno” e alla frammentazione dell'io, concentrandosi sulla sua realtà interiore, lontana dal banale quotidiano. Molta influenza del pensiero e dell'opera di Pessoa si ritrovano nell'opera di Aliotta la quale comunque è riuscita a fare propri gli insegnamenti di questo grande maestro del Novecento e scrivere un romanzo che racconti la sua personale visione del legame che unisce l'essere umano al suo io interiore.
Read More »Max Deste – “Il desiderio di cadere”
“Il desiderio di cadere” dello scrittore e musicista svizzero Max Deste è un romanzo crudo e drammatico in cui è presente anche una vena ironica, che riesce ad alleggerire la storia raccontata; Jack, il protagonista dell’opera, è la voce narrante che accompagna il lettore in una vicenda che parla di perdita e di dolore ma anche della possibilità di rinascere e di ritrovare l’equilibrio. Jack è un uomo indolente e tendenzialmente svogliato, che nella vita ama fare solo due cose: leggere e scrivere; è infatti autore di una raccolta poetica e di due romanzi ma non ha mai avuto l’intenzione di pubblicarli, perché è convinto che si debbano conoscere le opere di uno scrittore solo dopo la sua dipartita.
Read More »Matteo Gracis – “Manuale di sopravvivenza per esseri umani che si sentono alieni”
“Manuale di sopravvivenza per esseri umani che si sentono alieni” di Matteo Gracis presenta l’intenso flusso di pensieri a ruota libera di uno scrittore che, da sempre, ha abituato i suoi lettori alla sincerità più brutale. L’autore dispensa pillole rosse di verità, per citare il film “Matrix” (menzionato doverosamente anche nel testo); il suo intento non è però quello di imporre il suo pensiero ma di generare il salvifico dubbio, di spingere a farsi domande, di creare una massa critica che si ribelli allo status quo - «Poi ci sei te, che da qualche minuto ti stai domandando se sei veramente libero/a oppure no. È un bene perché tale quesito può essere l’inizio di un grande cambiamento, di una rivoluzione interiore, di una nuova consapevolezza».
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