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Andrea Forte

Sono Andrea Forte, 28 anni, di cui alcuni passati a laurearmi in filosofia e a scrivere; e forse scrivere è il mio vero modo di fare ricerca filosofica. Ho già pubblicato alcuni romanzi brevi, tra cui Il ballo dell’immobilità, Un uomo lontano, Sopravvivere, e alcuni racconti sono pubblicati in antologie di concorsi, a cui ho partecipato.

Movimento 5 stelle. L’inesperienza e il sistema sono giustificazioni?

5 stelle

Il Movimento 5 stelle non è riuscito a cambiare l’alleanza al Parlamento europeo: voleva passare dall’alleanza con lo UKIP, United kingdom indipendent party, di Nigel Farage dentro il gruppo EFDD, Europe of freedom and direct democracy (anti-europeisti), all’ALDE, Alleanza dei democratici e liberali per l’Europa, di GuyVerhofstadt (europeisti). L’ALDE, tramite il suo leader, ha rifiutato l’alleanza. Alessandro di Battista, uno dei leader del direttorio del Movimento 5 stelle, ha reagito affermando, o meglio riaffermando, poiché lo dice ad ogni smacco, che è colpa del sistema che non ha voluto i 5 stelle. Tale presa di posizione non è però più giustificabile a gennaio 2017.

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M’ALA o non M’ALA? Non M’ALA! Il rifiuto di Gentiloni a Verdini

ALA

ALA sta per Alleanza liberalpopolare-autonomie, partito di Denis Verdini, distaccatosi da Forza Italia e sostenitore ufficioso del passato governo di Matteo Renzi. Alcuni giorni fa Enrico Zanetti, ex vice-ministro dell’economia del detto governo ed ex segretario dell’ormai defunto partito politico Scelta civica, sia durante la formazione del Governo di Paolo Gentiloni, cioè nella scelta dei ministri, sia durante la conseguente scelta dei sottosegretari, ha sdegnosamente preso atto del rifiuto da parte del medesimo governo di accoglierli nella fila della nuova, ma solo formalmente, maggioranza di governo.

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‘Post’. La verità diventa tragicommedia. Una storia seria dei laureati italiani

laureati italiani

Ogni secolo ha la sua fede, la sua moda… e anche la sua parola. Il nostro secolo ha finalmente assistito all’insediamento della sua, post-verità. Il pontefice celebrante è stato l’Oxford English Dictionary. La chiamano era della post-verità. Il mio Paese ultimamente ha cercato in tutti i modi di insegnare ai laureati umanistici che la loro laurea è inutile, ci prova da almeno dieci anni. Gli dice “Non ci farete nulla”, e per essere sicuro che lo capiscano, il mio Paese ha diffuso la cultura generale che con la laurea umanistica “Anzi! Puoi farci tutto, ti rende elastico, flessibile, adattabile, il vero apice dell’evoluzione darwiniana, l’animale che sopravvivrà alla crisi”.

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E sarebbero giornalisti? Il giornalismo televisivo e il contraddittorio nullo

giornalismo televisivo

Siamo in una fase in cui ancora una larga parte della popolazione, forse più che larga, accede alle informazioni tramite la televisione. Chiunque tuttavia sa che la vera informazione è neutra, obiettiva, o può perlomeno tentare di esserlo, e lo è nel momento in cui la sua vicinanza al fatto è il più possibile effettiva. Nel caso dell’informazione televisiva (giornalismo televisivo) l’informazione è gestita da qualcuno, i giornalisti appunto, e indirizzato a qualcun altro, il pubblico. Il potere risiede nelle mani di chi gestisce l’informazione; è sempre stato così, ma oggi si assiste ad un’involuzione.

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