Beppe Fenoglio fu il cantore per eccellenza della resistenza, lo scrittore che più viene identificato con la guerra partigiana, l’autore che più di tutti scelse quel periodo della storia d’Italia come terreno unico delle sue opere, che alla fine diventò per lui quasi una fissazione ed una condanna. Se la Resistenza è il vero mito laico su cui si fondò la Repubblica italiana del Dopoguerra, religione secolare sulla quale incentrare miti, riti e liturgie dell’Italia postfascista, allora Fenoglio ne fu profeta. Tuttavia, basta leggere poche pagine e ci si rende conto che i suoi toni non hanno nulla a che vedere con la retorica resistenziale dell’ANPI, con i toni magniloquenti di certi cultori della resistenza o con quelli di chi vuole trasformare la guerra partigiana in una mitologia senza ombre.
Read More »‘Magia sexualis’ di Pascal Beverly Randolph: l’amore come legge universale
La più grande e principale forza della natura è il sesso, questa la dottrina della magia sessuale di Paschal Beverly Randolph: discussa ed eccentrica figura che intende l'eros come forza capace d'ispirare negli esseri umani le più alte virtù. Da dove proviene l’energia che muove tutto l’esistente? Dove ci sta portando? Quali sono i suoi scopi e la sua natura? E che utilizzo se ne può fare? La risposta a tali domande si può trovare negli scritti di Paschal Beverly Randolph dedicati alla magia sessuale. Fra questi, il più noto al pubblico – e l’unico finora dato alle stampe – è Magia Sexualis, la cui prima edizione apparve in Italia nel 1969 per i tipi delle Mediterranee, con prefazione di Julius Evola. Di recente, la medesima casa editrice ne ha pubblicato una nuova edizione – la quarta, riveduta e curata da Gianfranco de Turris e Vittorio Fincati – con la riproposizione dell’originaria prefazione di Evola.
Read More »«Pier Paolo Pasolini era spiato dall’ufficio stragi del Sid>>. Un libro chiede una nuova inchiesta sul caso
Pier Paolo Pasolini era spiato dall'ufficio D del Sid, il famigerato reparto dei servizi segreti militari che negli stessi anni stava inquinando e depistando le indagini sulla strage nera di Piazza Fontana. E poco prima di essere ucciso, il grande scrittore si scambiava lettere riservate con Giovanni Ventura, il terrorista di destra, legato proprio al Sid, che dopo l'arresto e mesi di carcere sembrava sul punto di pentirsi e aveva cominciato a confessare le bombe sui treni dell'estate 1969 e gli altri attentati preparatori della strategia della tensione. Un carteggio inedito, durato sette mesi, che ha portato l'intellettuale di sinistra a chiedere apertamente all'ex editore neonazista di uscire finalmente dall'omertà e raccontare tutta la verità sull'attentato che ha cambiato la storia d'Italia.
Read More »Anna Marchitelli presenta al pubblico la sua raccolta di poesie ‘Certe Stanze’ mercoledì 8 novembre
Mercoledì 8 novembre, alle ore 18 presso Laterzagorà, la piazza interattiva del Teatro Bellini in via Conte di Ruvo 14, Napoli, l'autrice partenopea Anna Marchitelli presenterà al pubblico la sua raccolta di poesie Certe Stanze (Manni editore). Con l'autrice interverranno Enzo D'Errico direttore del <
Antonia Pozzi, voce “leggera” del Novecento che ha colto l’essenza della vita e del mondo
Come ha giustamente affermato lo studioso Marco della Torre, «la poesia di Antonia Pozzi rimane, più che mai oggi, una delle voci liriche più sofferte e più pure, più luminosamente illimpidite, della poesia lirica italiana di questo secolo».1 Così scriveva qualche anno fa Dino Formaggio, che frequentò intensamente Antonia Pozzi negli anni universitari. Un commento audace, ma ormai sempre più condiviso. Del resto, già molti anni prima, Eugenio Montale annotava nell’edizione mondadoriana di Parole: «Tecnicamente la sua lirica deriva dal verslibrisme del principio del secolo e da certe esperienze di Ungaretti: voce leggera, pochissimo bisognosa di appoggi, essa tende a bruciare le sillabe nello spazio bianco della pagina […]. Un’aerea uniformità era il suo limite più evidente: la purezza del suono e la nettezza dell’immagine il suo dono nativo».
Read More »Cosa sappiamo dell’attentato a New York
Ieri, quando in Italia erano circa le 20.30, un furgone ha colpito uno scuolabus e investito diverse persone su una pista ciclabile nella zona sud di Manhattan, New York. Nell’attacco sono state uccise 8 persone e altre 11 sono state ferite. Quello che è successo è stato trattato quasi subito come un attentato terroristico, anche se finora non c’è stata alcuna rivendicazione. L’uomo alla guida del furgone è stato ferito da colpi d’arma da fuoco sparati dalla polizia e poi arrestato. Nelle ultime ore stanno emergendo diverse informazioni sul suo conto: si chiama Sayfullo Saipov, ha 29 anni, è originario dell’Uzbekistan e lavorava come autista per Uber, il famoso servizio di auto private a noleggio con conducente. Non ha precedenti penali rilevanti. Oggi il governatore di New York, Andrew Cuomo, ha confermato una notizia che era già circolata ieri sera: cioè che dentro il furgone usato per compiere l’attacco sono stati trovati dei riferimenti allo Stato Islamico (o ISIS).
Read More »L’editore-scrittore Roberto Calasso: “In un mondo senza il sacro siamo diventati solo turisti”
Il libro di Roberto Calasso è diviso in due parti. La seconda è una polifonia di voci (Virginia Woolf, Simone Weil, Walter Benjamin, Céline), che descrivono momenti di ciò che avveniva dal '33 al '45, dalla presa del potere di Hitler sino alla fine della Seconda guerra mondiale. La prima parte invece è tutta sul presente. "Le due parti - spiega Calasso - sono l'una il contrappeso dell'altra. La prima vagherebbe un po' nell'aria, parlando di questo mondo senza appigli fermi, se non si presupponesse l'altra, che è un ultimo, tremendo scontro, come fra rocce che cozzano tentando di distruggersi e autodistruggendosi. Chi non conosce quel presupposto non vede il basamento di quanto sta succedendo oggi".
Read More »‘La ragazza nella nebbia’, il thriller diretto dallo scrittore Donato Carrisi
Come il romanzo, innescato dalla sparizione di una ragazzina appartenente all’isolata comunità di una cittadina montana -impossibile non pensare alle cittadine, da Alleghe a Cogne, immortalate dal dopoguerra a oggi dalla cronaca italiana-, il film La ragazza nella nebbia serve con diversa incisività il doppio spunto della strumentalizzazione di una tragedia sia da parte di chi investiga su di essa (esaltato dal carisma insostituibile di Servillo), sia da parte di coloro che dovrebbero limitarsi a raccontarla (avvilito da un’overdose moralistica di anatemi contro le malefatte dei media). Peccato, inoltre, che il montaggio appaia talvolta confuso costringendo alcune diramazioni della suspense a finire su un binario morto e alcuni passaggi troppo didascalici a sovrapporsi al gusto dell’inserto visionario (i diorama che ricordano i plastici dei programmi tv), della sequenza movimentata o della bella inquadratura. L’incontro/scontro tra l’ispettore di Servillo e lo psichiatra di Reno sorregge bene, in definitiva, l’asse portante strettamente romanzesco, ma quello che risulta alquanto precario è il senso di mistero e sortilegio innescato dal sospetto che il Male venga generato dallo stesso finto-edenico paesino.
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