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Annalina Grasso

Giornalista, social media manager e blogger campana. Laureata in lettere e filologia, master in arte. Amo il cinema, l'arte, la musica, la letteratura, in particolare quella russa, francese e italiana. Collaboro con L'Identità, exlibris e Sharing TV

Dal New Deal ai nuovi linguaggi: Ford, Chaplin, Welles

Ford

La Grande Depressione e il New Deal fanno aprire gli occhi all'America e al suo cinema. Le statistiche infatti indicavano in un centinaio di milioni alla settimana gli spettatori al cinema e tra loro moltissimi erano bambini, i quali ricavavano dalle storie sul grande schermo, illusioni e conforto. Il moralismo puritano esigeva che il male fosse sempre punito e il bene, se non premiato, quantomeno celebrato, sotto l'egida di un credo industriale ottimista. Ma ecco che giunge la Depressione portando con se caos e smarrimento. Il New Deal di Roosevelt, ripropone l'ottimismo con lo slogan "L'unica cosa di cui dobbiamo aver paura è la paura stessa".

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Personaggi e destino nel romanzo del ‘900

psicoanalisi nel romanzo del '900

"Un divorzio si è consumato tra il protagonista e ciò che gli succede. Si è rotto il rapporto di pertinenza, di legalità tra personaggio e vicenda. Come dire: tra l'uomo e il suo destino". Queste parole del critico Giacomo Debenedetti registrano acutamente i mutamenti dell'assetto del romanzo del '900, muovendosi in quella terra di nessuno nella quale pare essersi lacerato il ruolo storico dell'"epica della realtà" senza che vi abbia trovato spazio l'"epica dell'esistenza".

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Vitaliano Brancati, deformatore umorista

Vitaliano Brancati

Il siciliano Vitaliano Brancati è lo scrittore che più di ogni altro ha attinto dal costume borghese della sua terra, molteplici motivi e spunti intrecciati di umorismo, moralismo e disperazione. Basti pensare al romanzo Paolo il caldo (uscito postumo nel 1955) che ripropone una lettura di tutta l'opera dello scrittore siculo.

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Chiara Albertini: “Nel cuore di una donna”

Nel cuore di una donna

Quando si parla di narrativa contemporanea italiana spesso ci si pone l'interrogativo se gli autori italiani contemporanei, emergenti e non procedono in ordine sparso, ognuno con la propria proposta, o fanno parte di un movimento più ampio al quale diamo il nome di “letteratura italiana”. Se facciamo riferimento al primo caso, lo stato di salute della narrativa italiana dipenderebbe dalla fortuna o dalla sfortuna di avere ottimi o pessimi scrittori; nel secondo, invece, si potrebbe riflettere sull'importanza o meno di una "scuola italiana", di un "modello letterario" in termini di fecondità culturale. Senza dubbio il romanzo (formato e-book) della giovane esordiente Chiara Albertini, nata e cresciuta a Milano Marittima, in provincia di Ravenna, si colloca nel primo caso: la sua è una storia fuori dal coro, sorprendente per la sua semplicità di narrazione e originalità di trama.

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