Giorgio Vigolo, nome che ai più dirà poco o niente, è stato uno dei maggiori esponenti della cosiddetta Scuola Romana, formatosi sulle riviste <
Pasolini e la musica
In occasione dell’anniversario della tragica, violenta e assurda scomparsa di Pier Paolo Pasolini, gigante della cultura italiana e mondiale, vorremmo provare a ricordarlo lasciando per un momento da parte il Pasolini poeta, scrittore, regista, intellettuale per soffermarci su un lato artistico poco considerato, Pasolini paroliere. Nella lingua italiana il termine paroliere ha un che di dispregiativo in quanto lo si abbina solitamente alla musica leggera, alla “canzonetta”, ma è d’uopo ricordare quali meravigliosi versi hanno saputo scrivere, negli anni, artisti quali Mogol, De Andrè, Guccini, Di Giacomo, abbinandoli ad altrettanto efficaci melodie.
Read More »Nascita del cinema sovietico: Kulesov, Vertov, Ejzenstejn
Nel cinema sovietico si tende a forzare il linguaggio per renderlo iperespressivo. nel complesso panorama culturale, si fanno avanti tre registi: Kulesov, Vertov e Ejzenstejn (futurismo, suprematismo, costruttivismo, cubofuturismo), schierati all'estrema sinistra e rivoluzionari intransigenti
Read More »Stelle cadenti, di Dorian Dyler
Un autore e il suo garbuglio interiore, uno scrittore che decide di parlare senza indugi e con sincerità al lettore; è una graduale ed emozionante confessione quella dell'autore che si firma con lo pseudonimo Dorian Dyler della racconta che porta il suggestivo titolo Stelle cadenti.
Read More »Top ten ottobre 2014
La classifica dei libri più venduti di ottobre 2014 ci dice che, come era facilmente prevedibile, il nuovo romanzo di Ken Follett, I giorni dell’eternità, è ancora al primo posto: il capitolo conclusivo della saga The century dedicata a cinque famiglie, una americana, una tedesca, una russa, una inglese e una gallese, destinate a intrecciare i loro destini. Segue un giallo tutto italiano, Il telefono senza fili di Marco Malvaldi. Terza posizione per Camilla Läckberg con Il guardiano del faro, al quarto troviamo John Green con Colpa delle stelle, al quinto il thriller Il cacciatore del buio di Donato Carrisi. Sesto posto per la conduttrice Daria Bignardi con L’amore che ti meriti, settimo per Zerocalcare della new entry Michele Rech, all'ottavo posto troviamo Il capitale del XXI secolo, saggio di Thomas Piketty, al nono La guerra dei nostri nonni del giornalista Aldo Cazzullo. Chiude il nuovo romanzo di Stephen Kin, Mr Mercedes.
Read More »Anna degli Elefanti, la “cantilena” di Moretti
Marino Moretti, poeta e romanziere crespuscolare che ha condotto un'esistenza solitaria tra esalatazioni e vittimismo, è stato senza dubbio uno degli scrittori più costanti e prolifici che il '900 abbia mai avuto. Ci troviamo di fronte ad uno scrittore che conosce il proprio mestiere con una sicurezza ormai consumata, fino alla monotonia che rappresenta perà il suo limite. Lo riconosce lui stesso, e infatti nella prefazione al romanzo Anna degli Elefanti (1937) allude al costante amore per i poveri, che lo hanno portato incolume fino alla presente monotonia artistica. E quando si parla di monotonia in Moretti, bisogna far riferimento non tanto alle vite dimesse dei protagonisti delle sue opere, quanto alla costanza di una cantilena che è una sola cosa con la sua voce di narratore.
Read More »‘Gente nel tempo’, lo stile coraggioso di Bontempelli
Massimo Bontempelli è senza dubbio uno scrittore tutto stile come dimostra, probabilmente più di ogni suo altro romanzo, Gente nel tempo (1937), sua ultima fatica. Perchè Bontempelli può essere definito uno scrittore di tutto stile? Per il suo modo semplice di raccontare cose complicate. In Gente nel tempo, lo scrittore lombardo stabilisce rispettivamente la natura del complicato e del semplice e i loro mutui rapporti, inventando, come dice il critico Debenedetti, dei casi complicati per forza di immaginazione e li rende semplici per forza di fantasia.
Read More »Narrazione e stile in “Quarto Potere” di Orson Welles
Quarto potere narra della straordinaria carriera di Charles Foster Kane, magnate della stampa scandalistica ed erede di una colossale fortuna, candidato politico battuto e infine, bislacco marito di una falsa cantante, per il cui successo spende un patrimonio, ma inutilmente. Ritiratosi nel castello da favola di Xanadu, muore in solitudine, pronunciando una parola di cui nessuno comprende il significato: "Rosebud". Un giornalista cercherà di scoprirne il significato, indagando nell' infanzia di Kane e intervistando suoi amici e dipendenti. Da sempre in testa alla lista dei 10 migliori film del mondo, Quarto potere ha avuto 8 nominations agli Oscar: film, regia, Welles attore, fotografia, musica , scene, montaggio, ma ha vinto solo quello della sceneggiatura (Herman J. Mankiewicz, O. Welles).
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