Davvero un gran film Coco, il diciannovesimo titolo Pixar che prima ammicca all’antico (e migliore) universo Disney e poi si slancia sui sublimi saliscendi di allegria e malinconia declinati con la nota abilità secondo i canoni del nuovo corso della casa. Il grande timoniere della società John Lasseter ha fatto sì che fosse abbandonato il rassicurante terreno delle fiabe e leggende europee, suggerendo ai registi Unkrich e Molina di rivolgersi liberamente all’estetica e all’essenza del folklore messicano senza preoccuparsi di essere accusati di appropriazione e/o incomprensione di un patrimonio non svendibile all’alta tecnologia.
Read More »L’adattamento di Raúl Ruiz del capolavoro di Marcel Proust
Ruiz distilla il lavoro di 2300 pagine di Proust in sole due ore e cinquanta minuti, incentrando il film sul volume conclusivo, mentre pesca liberamente dalle sei parti che lo precedono. Il film è costruito da una serie di flashback negli ultimi giorni dell’autore ormai sul letto di morte, quando è in lotta con la malattia per completare il volume finale. Lo scrittore (interpretato da André Engel), scavando nella memoria aiutato da una pila di fotografie, evoca visioni di se stesso prima come bambino precoce (Georges Du Fresne) e poi come adulto (Marcello Mazzarella), età in cui frequenta i dorati reami dell’alta società, dissezionandoli e rendendocene indietro una cronaca minuziosa e caustica.
Read More »‘The Danish Girl’, di Tom Hooper: il percorso psicologico del primo transgender della storia
The Danish Girl non è la storia di un cambiamento, è il racconto poetico e struggente di un ritorno a se stessi. Einer Wegener ha sempre avuto dentro di sé l'animo di Lili Elbe, la donna che non ha mai potuto essere, e ha vissuto la sua vita di pittore paesaggista rifiutando il suo vero io. Ha sposato una donna, Gerda, ha fatto carriera come artista, ha provato ad avere dei figli, ma non si è mai sentito completo nel profondo. Ecco perché quando Gerda, pittrice anche lei, gli chiede di posare per un ritratto indossando indumenti femminili, in Einer si risveglia l'animo di Lili, prepotente e travolgente, tanto da "uccidere" a poco a poco la parte maschile di Einer.
Read More »‘Napoli velata’ di Ozpetek: un melodramma barocco pretenzioso impigliato nell’ambiguità delle menti e dei corpi
Napoli e Ozpetek. Un bell’incontro sulla carta perché sia la città, sia il regista sono allergici alle definizioni univoche e costringono a non ricorrere alle etichette prestampate. Vorremmo, però, subito pregare che si rivolga altrove chiunque pensi di scovare in queste righe un riscontro al grottesco ping pong tra gli amatori e gli odiatori del brand Gomorra. Secondo noi, infatti, in Napoli velata non c’è niente che evochi una sorta di arrivano-i-nostri contro i loschi mercanti di finzione ovvero, per essere ancora più schietti, il fatto che Ozpetek abbia scoperto e si sia innamorato della Grande Bellezza partenopea fa onore alla sua sensibilità d’uomo e d’artista, ma conta molto poco sul piano della qualità di questo mystery impigliato nell’ambiguità delle menti e dei corpi. Per pareggiare le storie di funesta delinquenza (ahinoi) suggerite a getto continuo dalla cronaca, tra l’altro, non mancano affatto le opere votate al napoletanamente corretto e non si capisce perché le piroette oleografiche della serie Sirene non influenzerebbero lo spettatore-cittadino come le crudezze di O’stregone o Sangueblù, né perché gli stupendi appartamenti sul mare di I bastardi di Pizzofalcone compiacerebbero il popolo meno dei vicoli di Forcella o le Vele di Scampia.
Read More »Lo Scienziato Antonio Giordano: “E’ fondamentale investire nella ricerca, fare prevenzione può salvare la vita”
Antonio Giordano è un oncologo, patologo, genetista, ricercatore e professore universitario di fama mondiale. Direttore dello Sbarro Health Research Organization a Philadelphia, Presidente del comitato scientifico CROM (Centro Ricerche Oncologiche di Mercogliano), Docente di Anatomia patologica presso l'Università degli studi di Siena: sono solo alcuni degli incarichi che fregiano il suo curriculum. Eppure la veste in cui è più spesso ritratto è il camice bianco, in laboratorio: per fare ricerche per la cura dei tumori. Fautore di scoperte notevoli e instancabile scienziato è sempre in prima linea in questa battaglia dura ma senz'altro proficua per il presente e per il nostro futuro.
Read More »Perché l’arte contemporanea monopolizza i Musei?
Soprattutto negli Stati Uniti, le mostre di arte contemporanea attraggono più delle altre e stanno progressivamente relegando ai margini l’arte del passato, con importanti conseguenze per il mondo dell’arte. Per gli americani che amano l’arte di Hans Holbein, Édouard Manet, Georges Braque e Paul Klee, si prospettano tempi bui. Erano tutti brillanti artisti, ma nessuno di loro ha un nome famigliare come quello di Claude Monet o di Pablo Picasso. Dopo anni di declino dell’educazione alle arti, solo gli artisti più celebri sono riconosciuti dal grande pubblico, e sono ormai gli unici in grado di attrarre il grande pubblico nei musei. Questo, però, è un problema per gli artisti del passato.
Read More »13 meravigliose opere d’arte che raccontano la Natività
Concentriamoci sulla bellezza. Con cui, nella storia dell’arte è stata raccontata la nascita di Gesù. 1 Giotto ha rappresentato la Natività di Gesù fra il 1303 e il 1305, sulla parete dell’incantevole Cappella degli Scrovegni a Padova. L’opera fa parte delle Storie di Gesù del registro centrale superiore e commuove per la sua delicata semplicità. Maria è distesa su un declivio roccioso, coperto da una struttura lignea, e adagia Gesù nella mangiatoia con delicatezza materna. Giuseppe sta accovacciato in basso, dormiente, mentre un angelo istruisce due pastori sull’incredibile fatto di cui sono testimoni.
Read More »I peccati dell’innovazione tecnologica, la New Economy con il suoi web e robot
La nostra epoca è caratterizzata da una crescente innovazione tecnologica presente in tutti gli ambiti della nostra vita. Accanto a questa spinta allo sviluppo, s’instaura una nuova struttura economica: la cosiddetta New Economy, che si contraddistingue dalle forme economiche del passato per il fatto di essere caratterizzata da elementi inediti: opera in un mercato globale; riesce ad abbattere egregiamente i costi di lavoro ed è localizzata in uno spazio indefinito: la rete. Nel libro Al posto tuo: così web e robot ci stanno rubando il lavoro, Riccardo Staglianò spiega bene il modo in cui le nuove tecnologie incarnano lo spirito della New Economy. La crescita esponenziale dello sviluppo tecnologico è diretta verso l’automazione dei metodi di produzione e la digitalizzazione dei servizi.
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