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Opere del ‘900

“Iride”, la tragedia di uno scherzo

Riccardo Bacchelli

Riccardo Bacchelli, reso famoso soprattutto per l'omonima legge, promulgata nel 1985 che prevede un fondo a favore di cittadini illustri che versino in stato di particolare necessità e per la vasta trilogia romanzesca del Mulino del Po (I, Dio ti salvi, Milano 1938; II, La miseria viene in barca, 1939;. III, Mondo vecchio, sempre nuovo, 1940), che abbraccia un secolo di storia italiana, dal declino napoleonico sino alla battaglia di Vittorio Veneto, è stato senza dubbio uno dei più talentuosi scrittori del panorama letterario novecentesco. Il suo ultimo romanzo, Iride, del 1937 rappresenta l'ulteriore conferma delle qualità di scrittore di Bacchelli, oltre che dei suoi limiti.

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‘Il grande amico Meaulnes, il romanzo della conoscenza di Fournier

Alain Fournier

Ne Il grande amico Meaulnes si possono leggere dei velati riferimenti all'omosessualità, ma che non ha nulla a che vedere con le inclinazioni perché, verso la fine del romanzo, i protagonisti stringono un patto fortissimo che prevale su ogni altro rapporto ed ogni altra eterosessualità, patto che si potrebbe intendere come giuramento d'aiuto omosessuale contro ogni pratica eterosessuale.

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Il bacio di Lesbia, la vita romanzata di Catullo

Alfredo Panzini immagine

Il bacio di Lesbia è un romanzo del 1937 dello scrittore Alfredo Panzini che si presenta come conclusione del laborioso cursus professionale dello scrittore romagnolo. Il viaggio nel tempo sulle tracce del mito umano e letterario di Catullo si inserisce in maniera coerente nell'orbita ideologica di Panzini, ovvero un intellettuale di stampo carducciano la cui matrice umanistica soffre i cambiamenti strutturali che hanno sconvolto il microcosmo culturale e sociale nel quale lo scrittore si è formato.

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‘Oceano mar’e, la pomposità di Alessandro Baricco

Oceano mare

Oceano Mare è la seconda opera narrativa di Alessandro Baricco, pubblicata nel 1993 dall’editore Rizzoli. Il titolo è un superlativo, infatti il primo elemento ha valore d’intensificativo del secondo e serve a celebrare il mito del mare che sarà alla base della storia, con evidenti richiami a Melville. Si tratta di un romanzo corale che appare dipinto, più che scritto, dato che la storia e i personaggi ivi narrati sono come pennellate sparse su di una tela, accennati ed impenetrabili, in un universo indefinito e senza tempo, che richiama elementi ottocenteschi. Alessandro Baricco elabora in questa sua seconda opera, dopo il romanzo d’esordio Castelli di rabbia, una tecnica di scrittura più consapevole e personale, più matura e scorrevole. Una vena antipsicologica, irrazionale, fantastica pervade la sua narrativa, dove le cose non hanno bisogno di motivi: accadono e basta, son lì a stupire, colpi di dadi nel gioco del Caso.

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Perché non si dovrebbe amare “Cinquanta sfumature”

50 sfumature di grigio

La trilogia delle Cinquanta sfumature è priva di contenuti, di passione, di coinvolgimento, di emozioni: l'autrice sembra abbia scopiazzato in malo modo Nove settimane e mezzo di Mc Neill, propinandoci una donna ridicola e imbarazzante come la protagonista di I love shopping, oltreché inetta ed irritante. Nessuna donna di buon senso e che ama se stessa si indentificherebbe o vorrebbe essere Anastasia, la protagonista di Cinquanta sfumature di grigio, ma si sa, il marketing trasforma la fuffa in casi letterari.

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‘Il vecchio e il mare’, storia di una resistenza

Il vecchio e il mare

Il vecchio e il mare (1952) è un opera dello scrittore Ernest Hemingway, quella che secondo lui gli procurò il Nobel del 1954. Il romanzo è ambientato a Cuba e narra delle vicissitudini di un povero vecchio pescatore, Santiago, il quale non riesce a pescare un pesce da 84 giorni. L'unico suo vero amico è Manolin, un giovane ragazzo a cui Santiago ha insegnato tutto sulla pesca. Ma Manolin, per volere dei genitori, non va da tempo a pescare con Santiago, a causa dell'enorme sfortuna che perseguita il vecchio pescatore e si trasferisce a bordo di un altra barca. Il ragazzo insiste a frequentare il vecchio e i due diventano inseparabili.

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La Gilda del Mac Mahon, “l’Addolorata” di Giovanni Testori

Testori

La Gilda del Mac Mahon (1959) è una raccolta di racconti successiva al Ponte della Ghisolfa, di Giovanni Testori, tra gli autori più complessi ed importanti del Novecento. In un quartiere della Milano proletaria del dopoguerra, povera ma piena di speranza per il futuro, una donna dalle fattezze sinuose e provocanti che somiglia vagamente alla famosa diva americana Rita Hayworth, detta “l'Atomica”, vive vicino al Ponte della Ghisolfa, che era all'epoca l’estrema periferia a nord della città meneghina. Gilda si innamora di un balordo, finito in carcere per ricettazione, e lo “mantiene come un signore" vendendo il proprio corpo.

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