Nel settembre 1955 un gruppo di autorevoli intellettuali islamici e italiani si riunisce a Venezia, presso la Fondazione Cini, per discutere dei rapporto tra la civiltà islamica e quella occidentale. Prendono parte i maggiori studiosi dell'Islam, da Giorgio Levi della Vida ad Alessandro Bausani, a Francesco Gabrieli; un economista, Pasquale Saraceno; un giurista, Francesco Carnelutti, che all'incontro dà la forma di un vero e proprio dibattimento tra accusa (i paesi mussulmani) e difesa (l'Occidente), e uno scrittore, Guido Piovene, che due anni dopo pubblica il resoconto di tali conversazioni dal titolo Processo dell'Islam alla civiltà occidentale.
Read More »‘Lo straniero’ di Camus: l’assurdità di vivere
“Oggi la mamma è morta. O forse ieri, non so”. Così comincia Lo Straniero di Albert Camus, e queste poche parole sono sufficienti per trasmettere una sorta di sconcerto che accompagnerà ogni pagina del libro. Meursault, il modesto impiegato di origine francese protagonista del libro, affronta infatti con la stessa laconicità comunicata da questa prima frase una serie di episodi che lo condurranno ad un epilogo che sarebbe tragico, se non fosse vissuto nella stessa maniera spregiudicatamente attonita. Ci troviamo ad Algeri, dove il sole battente, il caldo soffocante e il sudore pervadono le pagine del romanzo e attanagliano i sensi del protagonista.
Read More »Lettere di una novizia, la malafede secondo Piovène
"Noi uomini moderni non possiamo aspirare alla stupenda ignoranza di alcune zone pericolose dell'animo che garantiva la vita dei nostri antichi", afferma Guido Piovene nell'introduzione alle Lettere di una novizia, romanzo epistolare del 1941 che racconta la contrastata e sbagliata vocazione di una ragazza della buona borghesia.
Read More »Il Furto dei Munch, di Barbara Bolzan
Il Furto dei Munch, romanzo scritto da Barbara Bolzan e edito da La Corte editore, ha avuto un finale travagliato, essendo stato ispirato a fatti realmente accaduti (il furto al museo Munch di Oslo avvenuto nel 2004), i quadri, infatti, L’Urlo e Madonna (oggetto d'elezione nella trama) che durante la stesura del romanzo erano ancora dispersi, sono stati ritrovati poco prima dell’uscita del libro, costringendo l’autrice a modificare l’epilogo, per rendere più credibile la storia.
Read More »“Il Castello”: il trionfo dell’impotenza umana
Il romanzo Il Castello, scritto intorno al 1922 e pubblicato postumo nel 1926, è l'ultimo dei tre romanzi del grande scrittore praghese Franz Kafka. Rimasto incompiuto, questa oscura opera è incentrata sui temi della burocrazia, della legge come ordine globale, dell'alienazione e della frustrazione incessante in cui versa l'uomo che tenta di integrarsi in un sistema che lo invita e lo allontana contemporaneamente
Read More »‘La canzone di Achille’ di Madeline Miller, un mito moderno
La canzone di Achille è un romanzo forse ancora poco conosciuto a livello internazionale, nonostante si sia aggiudicato l'Orange Prize nel 2012, importante premio britannico. Ma si tratta di un romanzo assolutamente degno di nota, adatto ad un pubblico colto di professori ed esperti letterati, così come trampolino di lancio per giovani studenti, che in esso troveranno storia, guerra e amore.
Read More »Trilogia della nebbia, di Carlos Ruiz Zafòn
La Trilogia della nebbia (Mondadori, 2013) dello scrittore spagnolo Carlos Ruiz Zafòn comprende i primi tre romanzi dell’autore,all’inizio pubblicati separatamente nella sezione narrativa per ragazzi. La trilogia è composta dal Principe della nebbia (1993), Il palazzo della mezzanotte (1994) e Le luci di settembre (1995), tre opere ben distinte, ognuna con una propria trama, ma che hanno in comune un alone di mistero e di macabra fantasia che circonda le vicende dei personaggi come uno strato di nebbia sottile.
Read More »“Il tallone di ferro”: la società distopica di Jack London
Il tallone di ferro è una storia d’amore, una storia di una crisi personale e di un intero sistema sociale: queste tre situazioni si intrecciano nel romanzo di London che è abile a far intravedere un futuro cupo e senza via d’uscita, ma allo stesso tempo a mostrarsi quasi fiducioso nelle capacità dell’uomo, lasciando sospesa la chiusura della storia. Il futuro in fin dei conti deve ancora essere scritto e per quanto ci si possa spingere nell’elaborare congetture, questo dipende sempre e solo dalle azioni che mettiamo in campo: proprio come Ernest Everhard, il leader di una rivoluzione mondiale (forse) fallita.
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