La guerra è dichiarata è una poesia scritta nel 1914, proprio all'inizio della prima guerra mondiale, dal poeta e drammaturgo russo Vladimir Vladimirovič Majakovskij, cantore della rivoluzione d'ottobre e grande interprete della cultura russa post-rivoluzionaria.
Read More »I coniugi Pantier, di E. Lee Masters
I coniugi Pantier fanno parte dell' Antologia di Spoon River del 1915, una raccolta di epitaffi di un cimitero di una piccola località del Midwest. Attraverso questo originale espediente, Lee Masters rappresenta un quadro realistico e dissacrante della mentalità provinciale americana di inizio Novecento.
Read More »“E che venne alla donna del soldato?”, il dramma della guerra
"E che venne alla donna del soldato?" è una poesia di Bertold Brecht tratta da Schweyk nella seconda guerra mondiale, composto tra il 1941 e il 1943, una dramma sulla desolazione provocata dalla guerra fortemente polemico nei confronti del Nazismo e del conflitto bellico stesso.
Read More »Pablo Neruda: poeta drammaticamente romantico
Uno tra i più grandi “poeti-pittori" di tutti i tempi, Pablo Neruda, nome d’arte di Ricardo Eliezer Neftalì Reyes Basoalto (1904- 1973), poeta, diplomatico e politico cileno, annoverato tra i maggiori esponenti della letteratura latino-americana contemporanea, tale che Gabriel Garcia Marquez lo definisce : “Il più grande poeta del ventesimo secolo, in qualsiasi lingua”.
Read More »Paolo Buzzi: l’ultimo futurista
Il nome di Paolo Buzzi figura tra i primi "manifesti" di Marinetti e potremmo tranquillamente inserirlo nella tradizione del filone lombardo che ha iniziato con la Scapigliatura e termina con il Futurismo, assumendo una fisionomia nuova: ottimista e fiduciosa nel progresso
Read More »Alda Merini e la poesia come un’arma tagliente
Alda Merini, data la sua esperienza di vita, trasforma la “croce” del proprio percorso psicoanalitico, dell’internamento in manicomio, in “delizia”, con la sua arte poetica , attraverso un animo resosi ancor più sensibile e geniale.
Read More »Sandro Penna: la poesia come luogo di confessione
La poesia di Sandro Penna dunque diviene strumento di delicata confessione, di cauta trasgressione, con la quale inserire la propria identità in una società che la taccia come diversa. Ancora una volta la letteratura dimostra di poter rovesciare le sicurezze dell’uomo, i baluardi delle sue convinzioni, tramutando in “bianco ciò che socialmente è nero” , rendendo normale e quotidiano ciò che nella realtà vien visto come diverso. La letteratura scavalca i limiti posti dalle convenzioni, dai pregiudizi, diviene luogo del tutto e del nulla, rispecchia la realtà e ne offre altre mille facce, diviene, ricollegandoci ancora una volta alle parole di Freud, luogo dell’” inconscio”.
Read More »Eugenio Montale: poeta metafisico dell’essenziale
Eugenio Montale ci ha lasciato una profonda testimonianza della sua poetica; la testimonianza di un uomo, che tra classicismo e modernità è stato interprete critico e razionale del suo tempo, comprendendo a fondo le contraddizioni di una società tanto complessa come quella del Novecento e vedendo molto più lontano di tanti programmi ideologici proiettati nel futuro.
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