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Scrittori del ‘900

André Gide, tra coraggio e prudenza

Gide

La vita di André Gide è lo specchio delle sue opere e del suo percorso di scrittore: cosa non scontata per molti suoi colleghi. Gide nasce a nel 1869 e vince il premio nobel nel 1947: pilastro della letteratura francese, la sua vita è stata caratterizzata da forti travagli interiori. Il suo percorso esistenziale è stato difficile, lungo, fatto di profonde cadute: “Gli spiriti non sottomessi sono il sale della terra e i responsabili di Dio”: queste sue parole sono forse quelle che più spiegano la sua complessità, complessità che ha donato interrogativi essenziali per chiunque legga le sue opere.

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Leonardo Sciascia, critico del nostro tempo

Sciascia

Leonardo Sciascia nasce a Racalmuto in provincia di Agrigento nel 1921. Dalla prima adolescenza manifesta un’autentica passione per la letteratura le sue letture sono Diderot, Casanova, Courier, Manzoni, Hugo. Nel 1935 si iscrive all’Istituto Magistrale “IX maggio” di Caltanissetta, dove insegna lo scrittore Vitaliano Brancati. Nel 1941 ottiene un impiego presso il consorzio agrario di Racalmuto, in qualità di addetto all’ammasso del grano. Si avvicina agli ambienti del Partito comunista, ma senza aderire del tutto alla linea di partito.

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Carlo Dossi: il conte scapigliato

Carlo Dossi

Alberto Carlo Pisani Dòssi, nasce nel 1849 a Zenevredo, un piccolo paese in provincia di Pavia dove i Pisani-Dossi possiedono proprietà terriere. Ben presto però lo scrittore abbandona Zenevredo per trasferirsi a Milano per iscriversi alla scuola media; a Milano, terminati gli studi, partecipa giovanissimo al movimento della Scapigliatura; scrive articoli sui periodici locali e dal 1867 pubblica in proprio la rivista “Palestra Letteraria, Artistica e Scientifica” a cui collaborano scrittori come Francesco Domenico Guerrazzi, Giuseppe Rovani e Giosuè Carducci. Gli anni tra il 1868 e il 1870 vede la sua presenza assidua tra gli scapigliati milanesi.

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John Steinbeck, realista immaginativo con la passione per i diseredati e reietti

Nato a Salinas, in California, il 27 febbraio 1902, John Ernest Steinbeck frequenta la Salinas High School. Durante questo periodo, l’autore dimostra le sue qualità di scrittore collaborando con il giornale della scuola. Subito dopo il diploma, si iscrive all’università di Standford, per frequentarvi i corsi di biologia, ma la lascia nel 1925 senza aver dato esami. Comincia, quindi, ad esercitare i mestieri più umili, avvicinandosi in tal modo a quel mondo costituito da reietti ed emarginati, che rappresenterà l’elemento fondante di tutta la sua produzione letteraria futura.

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Vasco Pratolini e il realismo della parola

La parola, per Pratolini, è alla base di ogni forma d'arte, dalla letteratura al racconto cinematografico. Tra la fine degli anni '40 e gli inizi degli anni '50, fu sceneggiatore e soggettista cinematografico, collaborando a fianco di registi come Visconti e Rossellini, proprio quando il suo linguaggio smetteva di essere puramente letterario. Linguaggio letterario che, per giunta, subisce diversi mutamenti, a predominare è, infatti, l'imperfetto, l'incertezza, in una sintassi in cui le azioni seguono un ordine stabilito; tant'è vero che in "Cronache di poveri amanti" utilizza addirittura il presente storico. I dialoghi sono diretti ed il ritmo fluido, solo le frasi presentano toni non perfettamente decifrabili e su cui lavorare, come se la penna, a volte, perdesse in verità. Nonostante questo, eredita dall'arte classica, quello stile che traduce un preciso modo di sentire e di pensare. Con Le ragazze di San Frediano, scritto nel 1948, ad esempio, si ha un richiamo della tradizione novellistica del trecento, è infatti palese l'ispirazione a Boccaccio.

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Domenico Rea, il narratore di “Nofi”

Domenico Rea

A vent’anni dalla scomparsa di Domenico Rea, scrittore e giornalista italiano, la figlia Lucia sceglie di dedicare al padre un sito internet; non un convegno, non un tout court, ma un archivio online per mantenere vivo il suo ricordo. Non possiamo di certo parlare di un’operazione esaustiva data la mole della sua produzione e forse sarebbe anche riduttivo limitarsi solo ad essa per ricordare il noto scrittore. Per tale motivo e soprattutto grazie alla facile consultazione, il sito vuole offrire al lettore un’idea generale del pensiero di Rea, descrivendo non solo la sua vita e le origini, ma i motivi che hanno spinto l’autore a cimentarsi in questo campo; una sorta di esempio dunque reso più interessante anche per l’inserimento di una sezione in cui si dà voce all’autore stesso. Il tutto ovviamente è facilitato da alcune foto personali e, come è ben noto, un racconto attraverso le immagini in Internet seduce e attira l’attenzione.

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Carlo Cassola, antieroe della Resistenza

Carlo Cassola

Semplice, spontaneo, dall’animo pacificista e solidale, un intreccio tra psicologia e politica, tra individuo e società, Carlo Cassola si è descritto così. Amante della letteratura italiana e in particolare di Dante e di Leopardi, di Tozzi e di Montale, Cassola è oggi un autore quasi dimenticato dall'establishment letterario e culturale italiano novecentesco e attuale.

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Francis Scott Fitzgerald: l’anima americana di una generazione perduta

fitzgerald scott

La parabola della voce più significativa dell’età del Jazz e della generazione perduta è subito evidente dai luoghi di nascita e di morte: venuto al mondo a S. Paul, nel Middlewest, il 24/09/1986 lo lascia ad Hollywood il 21/12/1940 a soli cinquantaquattro anni. Quella di F. S. Fitzgerald è una storia fatta di successi vertiginosi e di cadute disperate, degna di uno dei pilastri di tutta la letteratura del novecento

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