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Golden Globes 2015

Linklater e Anderson trionfano ai Golden Globes 2015

Il 2015 è ormai cominciato e con il nuovo anno ha inizio anche  il conto alla rovescia per le nomination prima e assegnazioni poi, delle statuette conferite dall’Academy of Motion Picture Arts and Sciences; ma ad anticipare notoriamente questo evento ha avuto luogo la premiazione dei Golden Globes. L’11 gennaio sono stati conferiti dalla stampa estera, i globi per il cinema e la televisione. Per quanto riguarda la sezione cinema molte premiazioni attese e alcune sorprese.

La stampa ha premiato come miglior film drammatico e miglior film commedia o musical rispettivamente Boyhood di Richard Linklater e Grand Hotel Budapest di Wes Anderson.

La perseveranza di Linklater è stata così premiata. Il film, infatti, già vincitore a Berlino 2014, racconta la vita di una famiglia vista attraverso gli occhi del piccolo Mason, che crescendo modifica la sua visione del mondo, modifica il suo approccio con la vita e tutti i suoi rapporti interpersonali. La trama così  raccontata, può apparire esile e poco interessante, ma la vera scommessa è stata vinta quando il regista decide di intraprendere questo percorso di vita e cambiamento in maniera del tutto reale. La produzione lunga dodici anni è stata possibile grazie al paziente lavoro del regista e del team. Il cast si è riunito una volta l’anno per girare le scene che descrivessero quel preciso periodo di vita e permettendo così di seguire il reale cambiamento fisico ed emotivo del personaggio, ma anche dell’attore. Un esperimento portato a termine con successo.

Grand Hotel Budapest è invece una sorpresa. La storia di Monsieur Gustave, concierge ma di fatto il direttore del Grand Budapest Hotel collocato nell’immaginaria Zubrowka, diretta da Wes Anderson batte  il favorito Birdman di Alejandro González Iñárritu, che viene premiato come miglior sceneggiatura e fa ricevere il globo a Michael Keton come miglior attore protagonista.

È  stata  Amy Adams ad aggiudicarsi il premio come miglior attrice brillante in Big Eyes, l’ultima fatica di Tim Burton, mentre a vincere come miglior attrice protagonista drammatica è Julianne Moore per la sua interpretazione in Still Alice, pellicola che racconta la storia di una donna colpita da una forma presenile di Alzheimer.

J.K. Simmons ha vinto come miglior attore non protagonista per Whiplash, film d’esordio di Damien Chazelle.

Al giovane Eddie Redmayneche che interpreta Stephen Hawking ne La teoria del tutto (film vincitore anche per la colonna sonora) invece è andato il premio come miglior attore protagonista drammatico.

Per il miglior film in lingua straniera a trionfare è stato, a sorpresa, il russo Leviathan, già vincitore a Cannes per la migliore sceneggiatura, del talentuoso Andrej Zvjagincev.

L’evento, segnato dalle recenti vicende parigine, ha permesso ad alcuni artisti di esprimere la loro solidarietà, l’attore Jared Leto è stato il primo a ricordare l’attentato alla redazione di Charlie Hebdo e ha annunciato: “Je suis Charlie”.

Il premio De Mille è andato a George Clooney. “I milioni che hanno manifestato oggi a Parigi e in tutto il mondo hanno marciato a sostegno dell’idea che non cammineremo nella paura. Je suis Charlie”: queste le parole di Clooney che hanno concluso il discorso di ringraziamento dopo aver ricevuto il premio speciale.

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