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Maurizio Evangelista

‘’Manuale per mangiare da soli’’, anteprima della nuova raccolta poetica di Maurizio Evangelista

Maurizio Evangelista è fra gli autori contemporanei più affermati nel panorama poetico e letterario italiano. All’attivo diverse pubblicazioni, sia in Italia che all’estero, la sua è una penna delicata, armonica, sensibile: capace di cogliere e scandagliare le sofferenze tacite, i languori e le tristezze fragili dell’animo umano con una scrittura garbata ma attenta, che intuisce e musica in versi l’umana emozione. I componimenti di Maurizio Evangelista sono momenti poetici: viaggi catartici e suggestivi dove il vissuto si tramuta in emozione tangibile e ogni lettore può ritrovare un pezzo di sé.

Maurizio Evangelista

Non si tratta di poesie arzigogolate o ornamentali ma di versi di vita vissuta: un immaginario poetico nato da Baudelaire e dalla schiera dei Poeti maledetti, icone di autenticità emotiva. E proprio la purezza e l’autenticità dell’emozione si ritrovano nella nuova silloge di Evangelista, Manuale per mangiare da soli (Arcipelago Itaca, 2026), dove ogni poesia non è solo parola statica imprigionata nel verso ma contenitore emotivo di sensazioni a cui si accostano immagini vivide, dialoghi con il proprio Io, interazioni intime e prive di strutture imposte.

La raccolta è divisa in sezioni in cui Evangelista mescola con sapienza e maestria elementi pop, musicalità del verso, similitudini, spazi intimi, la figura materna e azioni di vita quotidiana per esplorare e indagare trepidazioni e fragilità. Un eco di rimandi al tempo passato pervade la raccolta ma con nessun sentimentalismo o pietismo, tuttavia; l’autore descrive lucidamente momenti di vita vissuta senza indorare la pillola. In un verso di un suo componimento scrive:

‘’Non voglio zucchero che mi inganna’’.

Auspica di assaporare il gusto vero, realistico, delle cose e probabilmente della vita stessa, senza filtri.

 

Minimalismo, prosa poetica e temi quotidiani in Maurizio Evangelista

La nuova silloge di Maurizio Evangelista, Manuale per mangiare da soli, si apre con una prima poesia che anticipa le tematiche e lo stile delle successive.

Il dottore dice

Ritenta

L’estate

 è finita

Non serve

Il mare

La tinta

La maglia

Più corta

Guardi

 Il cielo

Signora

Anche il giorno

Adesso

Si accorcia

Sintesi e minimalismo convergono per dare spazio a una poesia che non si concentra sulla parola statica come ornamento ma sul cuore del verso, che colpisce il lettore attraverso l’emozione. Il tono colloquiale riporta al quotidiano: non c’è idealizzazione ma un’osservazione concreta della vita e del tempo che fluisce. Il ritmo visivo – come l’andamento a capo – ricorda la moderna poesia del Novecento, molto incline a essere attenta sia alla pausa che all’immagine. Versi spezzati, linguaggio prosaico, una malinconia trattenuta che ricorda il ‘’parlare asciutto’’ del Montale quotidiano e l’uso di oggetti comuni come correlativi oggettivi. Lo stile dell’autore, in questa silloge, si avvicina molto al Neoermetismo e al post-Ermetismo italiano; tuttavia la poetica di Maurizio Evangelista non imita la corrente letteraria ma ne condensa la tradizione in modo sublime.

 

Versi brevi, centralità dell’attesa e trasformazione del concreto in metafora

In Evangelista si odono gli echi di Vittorio Sereni – per quanto riguarda il quotidiano e il fluire del tempo – ma anche del poeta Giorgio Caproni che è probabilmente il riferimento più forte: il parallelismo evidente si nota nella chiusa secca e rivelatrice che Evangelista usa per i suoi componimenti, schema che spesso compare anche in Caproni. Stazioni, binari e mattini urbani sono temi tipicamente caproniani, così come l’atmosfera sospesa delle mattina cittadine in Vittorio Sereni. L’autore attraverso il verso breve sottolinea, indirettamente, la centralità dell’attesa: la scena quotidiana è ridotta in frammenti e la poesia sembra partire da un dialogo realistico scivolando subito in una progressiva trasformazione del concreto in metafora.

Tuttavia, la voce lirica di Evangelista è autonoma e indipendente nonostante il legame con il Post-Ermetismo: si percepisce una maggiore intensità metaforica, un susseguirsi di immagini che corredano la parola agganciandosi, come in una danza, l’una nell’altra. La poetica di Evangelista guarda a una sensibilità contemporanea: nella raccolta la figura  materna risulta centrale, delicata, volta a una tenerezza non espressamente esplicitata in un’eterna presenza immobile. Una raccolta poetica dalla grazia sussurrata, dell’esplorazione intima e consapevole, in un mondo dove, sempre più spesso, il paradosso dell’eccesso sta inglobando e triturando il sentire autentico e le emozioni più pure.

 

I testi sono tratti dal libro di Evangelista che uscirà nel corso dell’anno per Arcipelago Itaca

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