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Tag Archives: editoria italiana

La penosa situazione del Libro in Italia

libro in Italia

Madame Bovary si può dire muoia letteralmente di buone letture. Oggi non c’è pericolo, non perché l’eccesso di zelo in amore non continui a mietere vittime, ma perché di buone letture in giro se ne vedono ben poche. Molto si è parlato – anche troppo – di crisi del libro e crisi della lettura. Stracciarsi costante di vesti e capelli: bisogna incentivare alla lettura, si organizzano le giornate del libro, i festival e le fiere e le campagne pubblicitarie e io leggo perché e tu perché non leggi e quanto è bello leggere e come fanno bene i libri… Diciamoci la verità, una volta tanto: si legge poco perché i libri nuovi fanno perlopiù schifo e i libri vecchi quasi nessuno li vuole toccare, poiché la scuola instilla il terrore verso i classici. Altre spiegazioni sono importanti ma secondarie. Tutti se la prendono con chi non legge ma pochi con gli scrittori che scrivono coi piedi e con gli editori che pubblicano immondizia.

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Paolo Ivaldi, editore di ‘Achille e la tartaruga” presente al Salone del Libro di Torino: “Il miglior boicottaggio non è impedire ad altri di sedersi”

Paolo Ivaldi è un un piccolo editore indipendente che fortunatamente per lui non vive di sola editoria; nel 2008 ha fondato la casa editrice Achille e la tartaruga (presente al chiacchieratissimo Salone del Libro di Torino, su cui calerà il sipario il 13 maggio), di cui ciascuna Collana si rifà al tema del paradosso di Zenone, che esprime le contraddizioni della cultura occidentale. Ivaldi si occupa soprattutto d'arte ma non ha rinunciato al suo sogno e alla sua passione per la scrittura. La sua casa editrice mira a realizzare un prodotto di buona qualità, in un mercato dove la percentuale dei piccoli editori che in questo momento sono in netta difficoltà e che potrebbero sparire nei prossimi anni, se non mesi, sono circa il 40 per cento, secondo stime attendibili. Alcuni editori riescono a restare a galla, attuando pratiche che funzionano, facendo fruttare le proprie idee e la propria creatività, non facendosi travolgere dalla crisi. In questo senso Ivaldi è andato oltre il prodotto librario in se, editando anche un mensile online: La storia e la bellezza.

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L’editore-scrittore Roberto Calasso: “In un mondo senza il sacro siamo diventati solo turisti”

Roberto Calasso

Il libro di Roberto Calasso è diviso in due parti. La seconda è una polifonia di voci (Virginia Woolf, Simone Weil, Walter Benjamin, Céline), che descrivono momenti di ciò che avveniva dal '33 al '45, dalla presa del potere di Hitler sino alla fine della Seconda guerra mondiale. La prima parte invece è tutta sul presente. "Le due parti - spiega Calasso - sono l'una il contrappeso dell'altra. La prima vagherebbe un po' nell'aria, parlando di questo mondo senza appigli fermi, se non si presupponesse l'altra, che è un ultimo, tremendo scontro, come fra rocce che cozzano tentando di distruggersi e autodistruggendosi. Chi non conosce quel presupposto non vede il basamento di quanto sta succedendo oggi".

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Italia, un paese di scrittori: un intervento della scrittrice Anna Maria Ortese

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Non c’è forse, dopo l’Italia, un altro Paese al mondo dove ciascun abitante abbia come massima ambizione lo scrivere, e ce n’è pochi altri dove quel che ciascuno scrive – pura smania di dilettante o regolarissima professione – scivoli, per così dire, sull’ attenzione dell’ altro, come la pioggia su un vetro. Ma scivola è un’ espressione indulgente: inquieta, offende, avvilisce, si vorrebbe dire.

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Perchè si pubblicano tanti libri in Italia se quasi nessuno li legge?

libri

Ci si lamenta spesso dello stato dell’editoria in Italia, con le principali problematiche che potrebbero essere riassunte con: troppe pubblicazioni, troppi pochi lettori. Che si pubblichino troppi libri è una cosa che in molti continuano a ribadire da tempo, specialmente considerando che al contrario le vendite sono ai minimi storici (la stragrande maggioranza dei libri usciti non arriva alle 500 copie). Ma siamo davvero in una situazione così particolare solo nel nostro paese? Oppure è un trend purtroppo comune anche in altre nazioni (che spesso invece sembrano molto più virtuose…)? E soprattutto, se la situazione è così drammatica, perchè si continuano a pubblicare tantissimi libri?  Proviamo a dare qualche risposta

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Pisa Book Festival: editoria e cultura tra la Toscana e l’Irlanda

11, 12 e 13 novembre 2016, tre date per esaltare la vitalità della cultura che nasce dal basso e per celebrare l’audacia di un’editoria pronta ad affrontare le sfide del futuro. È l’obiettivo perseguito con passione dagli organizzatori del Pisa Book Festival, e dai ben centosessanta editori indipendenti che vi prendono parte con esposizioni, reading e laboratori.

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Salone del libro di Torino 2016

Salone del libro di Torino

L'intero Salone del libro è stato articolato in quattro padiglioni che, più o meno sommariamente, ospitavano i grandi e piccoli editori, gli eventi veri e propri e una zona per i bambini (quest'ultima includeva sia eventi culturali in senso lato, sia aree giochi). A differenza di molte altre fiere a cui ho assistito (mi vengono in mente il Romics di Roma, il Lucca Comics & Games e, decisamente più vicina all'ambito editoriale, la fiera Più libri più liberi), lo spazio è stato ben gestito, e solo pochissime volte ho dovuto spintonare per passare attraverso stand e strutture.

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Addio al grande editore Livio Garzanti

Livio Garzanti

La cultura italiana piange il grande editore Livio Garzanti, scomparso lo scorso 14 febbraio, a 93 anni, nella clinica milanese dove era ricoverato. L'editoria per Garzanti non era solo un affare ma un mezzo di conoscenza, che promuove valori. Un uomo ambizioso, solitario, pieno di passione, un artigiano-industriale, di quelli che oggi mancano tremendamente, ben lontano dalle becere logiche commerciali. Ma erano gli anni del dopoguerra, durante i quali gli editori andavano alla ricerca di talenti senza pregiudizi, considerando l'opera letteraria come uno strumento di elevazione sociale.

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