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Annalina Grasso

Giornalista, social media manager e blogger campana. Laureata in lettere e filologia, master in arte. Amo il cinema, l'arte, la musica, la letteratura, in particolare quella russa, francese e italiana. Collaboro con L'Identità, exlibris e Sharing TV

In memoria di Totò: la serata omaggio del Mattino di Napoli

il Mattin odi Napoli ricorda Totò

Tra le migliaia di aggettivi che il povero Totò si sta vedendo accollare in questi mesi, non dovrebbe mai mancare “indistruttibile”. Nessun altro artista, infatti, sarebbe potuto sopravvivere all’inesausto coro dei celebratori né continuare a opporre le proprie qualità alla bulimia interpretativa che prolifera di pari passo con la maniacalità dei fan e dei collezionisti. La serata-omaggio, che “Il Mattino” ha allestito come prologo alla pubblicazione di un nutrito inserto monografico, prevede però un passaggio che potrebbe svincolarsi dal forse inevitabile blob: la proiezione di un conciso florilegio dei tagli operati a suo tempo dalla censura su alcuni film interpretati dal più grande attore comico del cinema e del teatro italiani.

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‘Morte a credito’, il deformante e acerbo lirismo di Céline

Morte a credito

"Eccoci qui, ancora soli", esordisce con queste parole Céline in Morte a credito, pensando a chi lo ha lasciato, forse ad Elizabeth. E prosegue: "C'è un'inerzia in tutto questo, una pesantezza, una tristezza...Fra poco sarò vecchio. E sarà finita, una buona volta". Ma Céline era tutt'altro che vecchio quando ha scritto questo romanzo, aveva 42 anni e si poneva il problema del suo rapporto con la realtà e il destino mortale, raccontando gli amari eventi di un'infanzia e un'adolescenza oppresse dalla famiglia e ricordando l'umano debito d'angoscia con la morte-Signora del mondo che tutto volge in disvalore.

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Luis Cernuda: poeta romantico ‘non autoriale’ con il forte desiderio di essere utile alla società

Cernuda poeta

Per Cernuda il poeta è colui che vede lontano dove glia altri non arrivano, è un'entità scissa dal resto degli uomini, ancorato in una torre d avorio. Il poeta si percepisce come escluso dalla società. Studia lettere, ed è allievo di Pedro Salinas all'università. Le prime liriche che pubblica sono per la "rivista de occidente", nel 1925 grazie allo stesso Salinas; la prima raccolta è del 1927 e si intitola Perfil de Laire, che però non riscuote successo.

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Le menzogne contenute ne ‘Il nome della rosa’, romanzo pseudo-storico, ideologico ed iniziatico

Il nome della rosa

Ha avuto larghissima circolazione in tutto il mondo il film di Jean-Jacques Annaud Il nome della rosa, realizzato – come recitano i titoli di testa – “sul palinsesto del romanzo di Umberto Eco”, che a sua volta – con oltre cinque milioni di copie diffuse in venticinque lingue – viene celebrato tra i libri di autore italiano più venduto di tutti tempi.

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11 frasi per comprendere come in realtà l’Unità d’Italia sia stata una colonizzazione del sud

Unità d'Italia

L'Italia non è mai stata veramente unita. Quando una parte del Paese è volutamente tenuta sotto le soglie della povertà e nel degrado più totale, si tratta di colonizzazione, di guerra di conquista e non di unione. Come diceva Bertold Brecht, chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente.

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156 anni fa l’Unità d’Italia e l’inizio dell’insabbiamento culturale: conoscere la verità è un dovere di tutti gli italiani

Unità d'Italia

Molti storici in epoca moderna hanno fatto luce sugli eventi che hanno caratterizzato l'Unità d'Italia dimostrando, con certezza, che la cultura di "regime" stese, dai primi anni dell'unità, un velo pietoso sulle vicende "risorgimentali" e sul loro reale evolversi. Tutte le forme d'influenza sulla pubblica opinione furono messe in opera, per impedire che la sconfitta dei Borboni o la rivolta del popolo meridionale si colorasse di toni positivi.

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La generazione del ’98: ribellione, protesta e ritorno alla tradizione

generazione del '98

Azorin si riferisce ad un gruppo di personalità diverse tra loro (Buenavente, Pio Baroja, Valle Inclan, Ruben Darìo) che riflettono sull’esigenza di un cambiamento, attraverso l’incontro con le letterature straniere e attraverso il ritorno alla tradizione. La generazione del '98 è caratterizzata dalla protesta, dalla ribellione, dalla curiosità intellettuale per la cultura straniera e dall’attrazione verso autori che hanno promosso la critica sociale come Josè de Larra e per la rivalutazione di autori come Gongora del Siglo de oro. Data la contemporaneità dei due fenomeni e data la centralità de El desaster sia nel modernismo, che nella generazione del '98, c’è una parte della critica che ha cercato di tenere insieme di questi due movimenti sotto l’etichetta di crisi di fine secolo.

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