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Annalina Grasso

Giornalista e blogger campana, 29 anni. Laurea in lettere e filologia, master in arte. Amo il cinema, l'arte, la musica, la letteratura, in particolare quella russa, francese e italiana. Collaboro con una galleria d'arte contemporanea.

Strega 2019: vince “M. il figlio del secolo’ di Scurati, tra anacronismi e sviste

scurati premio strega

Come era prevedibile il Premio Strega 2019 è andato a M. il figlio del secolo, saggio-romanzo presentato come il “non plus ultra” di romanzo storico estremamente ben documentato. In realtà l'opera di Scurati, in perfetta linea con lo spirito dei tempi, non è altro che un artificio letterario, in quanto i rari "documenti" citati sono critici per supportare la veridicità di quanto scritto dall'autore, dando più che altro una nota di colore. Sin dal' inizio Mussolini viene fatto passare per un attendista insicuro, sulla scia della vecchia tesi dei socialisti per giustificare il passaggio del Duce all’interventismo ed è in sostanza ripresa anche dallo storico De Felice e Vivarelli nella sua monumentale opera "Storia delle origini del Fascismo".

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Cancro e bodyart: il progetto terapeutico di Annamaria Mazzini

bodyart

Non si tratta di un solo progetto ma più progetti che ruotano tutti intorno alla body art, tecnica di pittura corporea, il cui fine è quello di creare delle immagini molto particolari che raffigurano donne operate di tumore al seno e trasformare il cancro in un capolavoro. Sono sopravvissuta a un carcinoma alla mammella il cui risultato positivo è stato favorito da azioni di prevenzione ed essendo una pittrice ho sperimentato con l’arte, la malattia e il mio talento, delle situazioni di guarigione molto efficaci che vorrei mettere a disposizione di tutte quelle donne che hanno subito un intervento al seno e si sono viste cambiare l’immagine di sé. A modo mio voglio cercare di dare a queste donne quello che la malattia le ha tolto.

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‘Tra gloria e abissi’, la memoria secondo Sergio Serraiotto

tra gloria e abissi

Tra gloria e abissi è la nuova raccolta poetica di Serraiotto, (edizioni La Gru) in cui l'autore, alla maniera di Ungaretti, recupera il senso e il valore della memoria attraverso la poesia, la parola che pacifica il proprio stato d'animo e ci mette in contatto con cose apparentemente perse per sempre. Sergio Maria Serraiotto è nato a Bassano del Grappa nel 1965, in quello che fino ai primi anni 2000 si definiva il "ricco nordest", ultimo di quattro fratelli. Suo padre, dopo la guerra, compresi due anni di lager in Germania, è emigrato in Venezuela per poi tornare in Italia e lavorare nel commercio edile, lavoro che l’autore prosegue tutt’oggi. Sua madre si è sempre occupata della famiglia. Diplomato in ragioneria nel 1984, mi è sposato nel 1991, ha due figli e una figlia di età variabile tra i 26 e i 9 anni. Scrive da sempre, la prima poesia l'ha composta alle elementari, presume per necessità espressiva o, più semplicemente, perché scrivendo riesce a tenere a bada i suoi demoni personali e costa meno di andare in analisi.

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La Lampadedromia racconta la Napoli pitagorica: le vere origini di Neapolis

Napoli

C'era un preciso disegno geometrico di matrice pitagorica 2500 anni orsono all'origine della nascita di Napoli? La domanda ha affascinato per lunghi secoli storici, filosofi, matematici e archeologici. Ed ormai c'è un importante studio accademico che riesce a suffragare con rigore scientifico quella che finora era stata solo un'affascinante ipotesi. Il merito è dell'architetto napoletano Teresa Tauro, natali pugliesi di Castellana Grotte e studi universitari federiciani, che ha raccolto, documentato e argomentato lunghi anni di studi nel volume "Alle origini dell'urbanistica di Napoli" (Pandemos Editore), scritto a quattro mani con il contributo scientifico di Fausto Longo, docente di Archeologia e Storia dell'arte greca e romana all'Università degli Studi di Salerno.

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L’umanesimo secondo Mann e Kerényi

umanesimo

Cos’è l’umanesimo? È forse qualcosa che può riguardarci oggi, che riguarda ancora il geistige Tierreich, come direbbe Hegel, degli intellettuali? E Thomas Mann, potrà veramente esser considerato un umanista? Non a caso è l’Apollo oscuro (figura di un’oscurità più fonda di Hermes, ma pur sempre il dio dello Spirito), l’emblema inaugurale del carteggio di Thomas Mann con Karóly Kerényi, nel quale l’argomento trainante diventa ben presto quello della possibilità di sopravvivenza di ciò che si è chiamato ‘umanesimo’; e, correlativamente, del ruolo dell’‘umanista’, ovvero del custode e conservatore cui prema la necessità di tramandare i tesori tradizionali del retaggio europeo, salvandoli e trasportandoli dal mondo vecchio in quello nuovo (K, 3 II 1945). Umanesimo è un atteggiamento complessivo verso l’uomo che è fonte insieme di delusione e di conforto: una «felicità difficile – ma pur sempre felicità».

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Al via la XII edizione di Venezia Jazz Festival, dal 27 giugno al 13 luglio

venezia jazz festival

Al via la XII edizione di Venezia Jazz Festival, firmata da Veneto Jazz. Giovedì 27 giugno (e fino al 13 luglio), con un suggestivo concerto nell’altana dello Splendid Venice Hotel, l’omaggio ad Astor Piazzolla di Andrea Dessi e Massimo Tagliata (ore 19.30), si inaugura uno dei festival jazz più raffinati dell’estate, un viaggio nei luoghi più affascinanti della città, dagli hotel di charme ai teatri, dalle isole della laguna alle chiese. Cuore del programma, due serate imperdibili al Teatro La Fenice, con la celebrazione dei 50 anni della casa discografica ECM (7 luglio) e il ritorno sulle scene di Dee Dee Bridgewater con il suo omaggio alla Francia e a Josephine Baker (8 luglio).

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‘L’ignoranza della polvere’, la silloge poetica rabdomantica ed etica di Luca Crastolla

ignoranza

La poesia, probabilmente più della prosa, è un sentiero impercorribile per molti, sul quale sono disseminate parole incomprensibili, oscure per chi ancora non ha compreso che la poesia non è altro che l'intera storia del cuore umano su una capocchia di spilli come sosteneva William Faulkner. In tal senso risulta quanto mai calzante l'esordio della prefazione alla silloge poetica di Luca Castrolla, da titolo L'ignoranza della polvere edito da Controluna nel 2018, che strizza l'occhio alla filosofia e nello specifico a Wittgestein, per il quale certi pensieri possono essere compresi da chi li ha già pensati, per "aiutare" il lettore più pigro ad entrare nella poetica e nell'universo di Castrolla. Già, perché anche il lettore meno sensibile ai versi poetici, non può non riconoscersi nella profonda emotività, negli smottamenti propri del nostro pensare, che l'autore pugliese lascia emergere tra le pagine di questo inquietante libro.

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