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Annalina Grasso

Giornalista e blogger campana, 29 anni. Laurea in lettere e filologia, master in arte. Amo il cinema, l'arte, la musica, la letteratura, in particolare quella russa, francese e italiana. Collaboro con una galleria d'arte contemporanea.

Oscars 2020: vince la commedia nerissima ‘Parasite’: la lotta di classe raccontata senza ideologie

Parasite

Parasite, film del regista sudcoreano Bong Joon-ho, ha vinto quattro premi Oscar, tra cui quello per il miglior film e quello per la miglior regia. Parasite – che è diventato il primo film in lingua straniera a vincere il premio Oscar più importante – era uscito nei cinema a novembre ma già dal 6 febbraio, in previsione degli Oscar, era tornato in alcuni cinema.

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Nicoletta Lembo: tra buio e luce

lembo

La pittrice italiana contemporanea Nicoletta Lembo nasce a Castagneto Carducci (Livorno). Il lavoro del padre (guardia di finanza) la porta a spostarsi in varie parti d’Italia. La Toscana è la regione in cui visse più a lungo, dove la madre lavorava sulle sculture in marmo. Nicoletta, ammirando il lavoro della madre, si innamora dell’arte e inizia fin da piccola a disegnare, colorare. L'amore per l'arte cresce insieme e si appassiona in particolare al mondo della pittura tanto da desiderare di imitare un giorno i grandi pittori.

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‘Frammenti di un precario’ di Giuseppe di Matteo: i dolori e le gioie di una generazione

Frammenti di un precario

Il precario gioca la sua poetica finale, da outsider, come sempre, ma lasciando una scia profonda d’insegnamento ai posteri. Frammenti di un precario (Les Flâneurs Edizioni, 2019), del giornalista barese Giuseppe Di Matteo, già collaboratore de «Il Giorno», Telenorba e «La Gazzetta del Mezzogiorno», rappresenta una carezza sul capo dolente degli Ungaretti, Quasimodo e Saba: la sua poesia pianta nel panorama letterario ultra-contemporaneo un ermetismo 2.0 dallo stile godibile, pervaso d’attualità, che si esprime in schegge pregne di ricordi di viaggio, spinte da pavide emozioni della disillusa generazione “Z” e illuminate da fasci di luce di un lessico mescolato tra classicismo fondante e calembours transalpini.

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‘Le opere di Venanzo Crocetti a Roma’, il libro di Cecilia Paolini sul grande scultore italiano

Crocetti scultore

Le opere di Venanzo Crocetti a Roma della curatrice e storica d'arte Cecilia Paolini è una pubblicazione che ricostruisce l’intero catalogo delle opere che lo scultore Venanzo Crocetti eseguì a Roma e per Roma, tramite un doppio binario di studio: la ricostruzione storica, attraverso l’analisi delle fonti e dei documenti dell’epoca, e l’analisi stilistica, grazie a un percorso di confronto con l’evoluzione del linguaggio artistico di Crocetti stesso e in parallelo con i grandi maestri di primo Novecento, quali Martini e Fortuny.

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L’universo orwelliano delle sardine

sardine

Chi non è, a suo modo, fomentatore d’odio, scagli la prima pietra. Questa di sicuro non è la prima, dato il clima pro-regolamentazioni della comunicazione e dell’informazione online che aleggia intensamente, almeno dai tempi della Brexit in poi. Ma il promotore di questa idea è colui che, onnipresente da mesi sulle reti e sulla stampa nazionale e internazionale, pretende una Politica “con la P maiuscola” (nonostante questa nasca da un dibattito fatto di proposte concrete che, in più occasioni, le Sardine hanno dimostrato di non poter offrire). Mattia Santori infatti è il leader del movimento che, proprio perché nato sospinto dai venti di mezzi e personaggi più mainstream, vorrebbe la distruzione degli altri mezzi di diffusione del pensiero, più funzionali alla disintermediazione.

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“Richard Jewell”, il nuovo granitico film di Clint Eastwood basato su una storia vera

Clint Eastwood

A ottantanove anni e il quarantaduesimo film da regista Clint Eastwood assomiglia ormai a una delle sculture dei volti dei presidenti Usa scolpite nella roccia del Monte Rushmore in Dakota. Non solo e non tanto nei lineamenti istoriati di rughe eppure dotati di un’espressione fiera e uno sguardo vivido, però, quanto nello stile delle sue messinscene che sono diventate sempre più essenziali, sobrie, inscalfibili, appunto granitiche. Repubblicano ostile ai liberal ma implacabile nel denunciare malefatte, zone d’ombra e ingiustizie tollerate dal fronte conservatore, l’autore di capolavori come “Un mondo perfetto”, “Gli spietati”, “Gran Torino”, “Mystic River”, “Million Dollar Baby” e tanti altri conferma, in effetti, anche nel nuovo “Richard Jewell” di volere e potere restare soprattutto “fedele a se stesso” come recita il titolo del bellissimo libro di interviste curato da Robert E. Kapsis e Kathie Coblentz recentemente pubblicato da Minimum fax.

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