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Annalina Grasso

Giornalista, social media manager e blogger campana. Laureata in lettere e filologia, master in arte. Amo il cinema, l'arte, la musica, la letteratura, in particolare quella russa, francese e italiana. Collaboro con L'Identità, exlibris e Sharing TV

Ida Tursic e Wilfried Mille. Tra concettualità e pittura

Tursic and Mille

Cosa può succedere se un artista francese incontra un’artista serba? Quello che è capitato a Ida Tursic, nata nel 1974 a Belgrado, e a Wilfried Mille, nato a Boulogne sur Mer, lo stesso anno: dare vita a un’esperienza di libertà che però non vuol dire qualcosa privo di senso, o un’accozzaglia di idee disseminate sulla tela per prendersi gioco del visitatore che non comprende a fondo l’arte contemporanea, soprattutto se concettuale unita alla pittura. Tursic & Mille hanno cominciato a lavorare insieme nei primi anni 2000 in un clima anti-pittura, fatto che ha confermato la loro scelta di diventare pittori, in quanto il principio dell’associazione sarà alla base di tutti i lavori che seguiranno. L’idea di base della loro arte è che “la pittura è il cibo preferito della pittura”, rilevando l’obsolescenza dell’astratto e del figurativo, frazioni minime e concettuali nella pittura del XXI secolo.

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‘I Macchiaioli. Una rivoluzione en plein air’, dal 24 febbraio al 6 giugno 2021 presso il Forte di Bard, Valle d’Aosta

Macchiaioli

La stagione 2021 delle mostre d’arte al Forte di Bard si apre con un’importante esposizione dedicata ai Macchiaioli, movimento artistico attivo soprattutto in Toscana che ha rivoluzionato la storia della pittura italiana dell’Ottocento. Dal 16 febbraio al 6 giugno 2021 (*), il polo culturale valdostano ospita la mostra I Macchiaioli. Una rivoluzione en plein air.

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‘Arcipelgo Gulag’, il saggio di inchiesta narrativa capolavoro di Solzenicyn. Cos’è oggi il Gulag?

gulag

Arcipelago Gulag scritto dallo scrittore russo Aleksandr Solzenicyn sotto forma di saggio di inchiesta narrativa, tra il 1958 e il 1968, rappresenta spaccato di storia dolorosamente vissuta sulla Russia stalinista. Dal Circolo polare artico alle steppe del Caspio, dalla Moldavia alle miniere d'oro della Kolyma in Siberia, le "isole" del Gulag - l'organismo che gestiva i campi d'internamento nell'Unione Sovietica - formavano un invisibile arcipelago, popolato da milioni di cittadini sovietici. Nei Gulag è vissuta o ha trovato fine o si è formata un'"altra" Russia, quella di cui non parlavano le versioni ufficiali, e di cui Solzenicyn, per primo, ha cominciato a scrivere la storia. In un fitto intreccio di esperienze dirette, di apporti memorialistici, di minuziose ricostruzioni dove non un solo nome o luogo o episodio è fittizio, Arcipelago Gulag racchiude una tragica cronaca di quella che è stata la vita del popolo sovietico "del sottosuolo" dal 1918 al 1956. Un'opera corale che ha visto la luce per la prima volta a Parigi nel 1973. Solzenicyn è più che un scrittore, in Russia è un mito, un filosofo, rispettato tantissimo per le sue idee, per la sua inflessibilità e per il suo coraggio di scrivere sempre e comunque la verità. 

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Yari Gugliucci, attore versatile e alla ricerca di storie originali, farà parte della giuria di Cannes 2021

Yari Gugliucci

Yari Gugliucci è un attore italiano nato a Salerno che abbiamo potuto ammirare in film e fiction. Laureato in sociologia e filosofia, Yari vanta collaborazioni con registi quali Lina Wertmüller in Ferdinando e Carolina (1999), dove veste i panni di Gennarino Rivelli, amico del Re Borbone, e nel film per la televisione Francesca e Nunziata (2001), e con i Fratelli Taviani con Raoul Bova e Claudia Gerini, nella miniserie televisiva Luisa Sanfelice (2004), nel ruolo del giacobino Michele Capopolo.

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‘Il silenzio’, l’ultimo capolavoro apocalittico pop di Don DeLillo ambientato durante la pandemia

il silenzio

La fine di un mondo passa sempre per i suoi contrari, perciò non bisogna meravigliarsi se per lo scrittore statunitense Don DeLillo a spegnere la civiltà umana così come la conosciamo sia il silenzio, che poi forse non sarebbe una cosa malvagia. Sembra essere proprio questa la chiave di lettura principale dell'ultimo romanzo di Don De Lillo, Il silenzio, 2020.

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‘I due stendardi’, il cult di Rebatet tradotto per la prima volta in italiano segna il ritorno della casa editrice Settecolori

rebatet i due stendardi

Ritorna la casa editrice Settecolori: in arrivo il cult di Lucien Rebatet I due stendardi e il romanzo “La fionda” di Jünger. Fondata da Pino Grillo, è ora guidata dal figlio Manuel. In passato ha pubblicato opere di Nico Perrone, Maurizio Serra, Maurizio Cabona, Alain de Benoist e Alberto Pasolini Zanelli. Un preannunciato ritorno in grande stile, sia pure in pieno lockdown Covid-19, della gloriosa casa editrice fondata nel 1978 da Pino Grillo. In passato, oltre a pubblicare scritti di Stenio Solinas, Grillo ha fatto conoscere in Italia opere di Robert Brasillach, Jean Cau, Langendorf, Maurizio Cabona, Alain De Benoist, Drieu La Rochelle, ha stampato testi di Giuseppe Berto, Alberto Pasolini Zanelli, Nico Perrone e Maurizio Serra (Fratelli separati. Drieu, Aragon, Malraux, 2008. Vincitore Premio Acqui Storia, 2008).

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Un percorso museale a cielo aperto: rinascono i Gradini Suor Orsola, l’antico sentiero che “spaccanapoli” tra il Colle Sant’Elmo e il lungomare

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Un percorso museale a cielo aperto per raccontare la storia e le storie di una delle istituzioni culturali più antiche della città di Napoli: la cittadella monastica di Suor Orsola Benincasa, oggi moderno campus universitario con numerosi settori di eccellenza nell’alta formazione. È questa l’idea progettuale alla base della convenzione siglata stamane tra il Comune di Napoli e l’Università Suor Orsola Benincasa per la riqualificazione e la valorizzazione dei “Gradini Suor Orsola”, l’antico sentiero che da oltre cinque secoli cinge la cittadella Monastica di Suor Orsola muovendosi per circa trecento metri, alternando in modo particolarmente suggestivo ampie gradinate a tratti in piani, da Via Suor Orsola al Corso Vittorio Emanuele.

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Saturno Buttò, corpografie e visioni sacre tra estasi e dolore

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L’arte sacra al giorno d’oggi può fare scalpore e dare il via a polemiche sterili e sciocche; è il caso dell’artista veneto Saturno Buttò che cerca di entrare nell’animo umano attraverso la pittura in discontinuità con la tradizione pittorica, sottolineando gli aspetti più sgradevoli ed inquietanti che straniscono chi guarda aspettandosi di trovarsi davanti a un Beato Angelico o Annibale Carracci.

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