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Annalina Grasso

Giornalista e blogger campana, 29 anni. Laurea in lettere e filologia, master in arte. Amo il cinema, l'arte, la musica, la letteratura, in particolare quella russa, francese e italiana. Collaboro con una galleria d'arte contemporanea.

Il ’68 cinquant’anni dopo, quell’anno, divenuto canone di vita e conformismo di massa, che ancora pesa

'68

Il '68 ha fatto i figli e perfino i nipoti. È andato al potere ed è diventato conformismo di massa, anzi, sostiene Marcello Veneziani, nel libro Rovesciare il '68, canone di vita. Ha creato luoghi comuni e nuovi pregiudizi, codici ideologici, da rispettare implacabilmente per essere ammessi al proprio tempo, come il politically correct. Ma nel 2018, cinquant'anni dopo, i sessantottini cominciano a farsi settantottenni, ed è forse giunto il momento di fare i conti con la loro opera e la loro eredità. Questo viaggio nella "piccola preistoria" degli attuali pregiudizi è compiuto con spirito omeopatico da Veneziani: un veloce insieme di schizzi e frammenti, di flash e immagini, foto di gruppo e istantanee di pensiero. Uno zapping lampeggiante animato da un triplice progetto: descrivere in breve cosa fu il '68, narrare cosa resta e quali sono le sue rovine oggi ingombranti e, infine, capovolgere il '68 attraverso l'uso creativo e trasgressivo della tradizione.

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Robert Brasillach, il poeta nero di Francia, autore de ‘I poemi di Fresnes’ che fa rivivere la memoria dei vinti

Brasillach

Onore, amor patrio, speranza: i versi di Robert Brasillach, ancora oggi, dimostrano di essere più forti della tremenda condanna che la storia gli ha inflitto. Sebbene in questo caso l’istanza politica si intersechi in profondità con l’aspetto meramente letterario, nella presente recensione de I poemi di Fresnes si tenterà di rimanere sul piano della poesia lasciando a chi s’intende di Morale, assoluzioni e condanne. Prima di violare con rispetto i versi della raccolta vergata da Robert Brasillach tra il 1944 e il 1945, è forse utile menzionare sinteticamente la vita e gli accadimenti che condussero alla morte l’aedo incompreso di una Francia sepolta dalla colpa, dalla vittoria, dalla storia.

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La collezione d’arte Rockefeller andrà in questa primavera all’asta per beneficenza

rockfeller

La collezione d'arte del magnate David Rockefeller va all'asta durante questa primavera. Christie's si occuperà della vendita di più di 2.000 oggetti del banchiere filantropo, inclusi pezzi di arte moderna, porcellane cinesi, quadri americani e mobili europei. Il ricavato dell'asta, considerata una delle più importanti del secolo, sarà distribuito fra una decina di organizzazioni di beneficenza legate a cause culturali, educative, mediche e ambientali a lungo sostenute da David e Peggy Rockefeller. Secondo alcune stime preliminari, con la vendita potrebbero essere raccolti fino a 500 milioni di dollari, una cifra superiore ai 484 milioni di dollari dell'asta della collezione di Yves Saint Laurent, definita finora l'asta del secolo. I Rockefeller continuano così la loro lunga eredità di filantropia. Raccolti da una vita e tramandati dalle generazioni precedenti, gli oggetti della collezione riflettono la profonda e lunga passione di tutta la famiglia per opere d'arte impressioniste, post impressioniste e moderne, dipinti, opere d'arte asiatiche, ceramiche europee.

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In morte di Ermanno Olmi, filmaker totale, estremista della semplicità, cantore di contadini e operai

Olmi

Un estremista della semplicitá, il poeta dei contadini e degli operai, il narratore più umanamente coinvolto con i suoi personaggi. Il cinema italiano piange Ermanno Olmi, scomparso ieri a 86 anni, con la consapevolezza di avere perduto un autore insostituibile non solo per il talento e la versatilitá, ma soprattutto per le radici, la formazione, la coerenza e la moralitá con cui ha contrassegnato oltre cinquant’anni di carriera: rincorrendo e realizzando, infatti, i sogni del giovane cinèfilo bergamasco, poi ragazzo della milanese Bovisa e infine adottato altopianese d’Asiago, Olmi è stato in grado di rappresentare da un’angolatura inconfondibile sia la progressiva sparizione dei valori della cultura cattolica contadina, sia il travaglio delle mutazioni e le omologazioni subite dal proletariato ubano. Se nel giorno della scomparsa è normale che i media tramandino l’alto profilo professionale dell’Olmi insignito di una Palma d’oro, due Leoni veneziani e un’infinitá di David e Nastri, è indispensabile ricordare che la sua strada non è stata spianata sin dall’inizio perchè all’epoca dell’esordio al crepuscolo dei ’50 fino alla consunzione nell’estremismo dello tsunami sessantottino il suo identikit è stato tenuto in sospetto d’ambiguità e non era affatto scontato per i cineclub programmare la tenera storia d’amore di Il posto invece della Corazzata Potemkin o Il posto delle fragole.

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Fenomenologia della tradizione e il mondo moderno e tecnico

tradizione

Consegnare, affidare, trasmettere, tramandare, parole che non dovrebbero farci diffidare. Parole che abbiamo avuto in consegna, affidate, tramandate insieme al concetto profondo che in esse è racchiuso, affinché lo custodissimo. Già, custodire, altro concetto che non sappiamo più dove abiti, ingarbugliati come siamo dentro i meandri di una modernità frenetica, senza classe né talento e troppo presi ad apprendere ipnoticamente una neolingua globalista a vocazione anglofona (). Prigionieri di un totalitarismo eufemisticamente chiamato liberalismo, che attraverso le leggi di mercato e la logica consumistica… procede allo sterminio delle anime e delle culture. La tradizione non è il passato… [essa] ha a che vedere col passato né più né meno di quanto ha a che vedere col presente e col futuro. Si situa al di là del tempo. Non si riferisce affatto a ciò che è antico… bensì a ciò che è permanente, a ciò che sta dentro. (A. De Benoist, Le idee a posto)

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«Andrea Pazienza, trent’anni senza» & ARF! «Festival di storie, segni e disegni» a Roma, dal 25 maggio

Pazienza

Dopo Hugo Pratt nel 2016 e Milo Manara nel 2017, gli spazi espositivi del Mattatoio di Roma ospiteranno dal 25 maggio al 15 luglio 2018 in esclusiva nazionale questa grande mostra di carattere antologico, che si propone di raccontare soprattutto l’Andrea Pazienza fumettista - con una particolare attenzione ad un’intera nuova generazione di lettori che forse l’ha conosciuto poco - attraverso una ricca selezione della sua opera: da Aficionados e Le straordinarie avventure di Penthotal dei primissimi anni ’80 al suo personaggio più celebre, Zanardi (con le tavole di Giallo scolastico, Verde matematico, Pacco, La prima delle tre, Notte di Carnevale, Cuore di mamma, Cenerentola 1987, Lupi e alcune delle straordinarie pagine di La vecchiezza è una Roma e di Zanardi medievale), passando per Tormenta e le caricature disneyane di Perché Pippo sembra uno sballato e La leggenda di Italiano Liberatore, lo spassoso Pertini, le meravigliose tavole a colori di Campofame, o ancora Francesco Stella, le Sturiellet, Una estate, la pura poesia dell’incompiuta Storia di Astarte o di Il perché della anatre, fino a quello che probabilmente è il più importante, esorcizzante e traumatizzante graphic novel italiano del XX Secolo, quel Gli ultimi giorni di Pompeo che lo ha consacrato nell’empireo della letteratura disegnata. A integrazione della narrazione a fumetti, non mancheranno brevi escursioni nel “Paz” vignettista e illustratore, con alcune delle sue opere più iconiche, così come qualche rarità (prove di layout, scritti, sketch e bozzetti) ritrovate tra le cartelle del suo immenso archivio artistico.

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Skira presenta a Milano il libro di Franzosini ‘Rimbaud e la vedova’, giovedì 10 maggio

Rimbaud

Giovedì 10 maggio alle 18.30 al nuovo Circolo dei Lettori di Milano a Casa Manzoni, in Via Morone 1, si terrà la presentazione del libro Rimbaud e la vedova, di Edgardo Franzosini, per SKIRA editore. Con l’autore interverranno il poeta Valerio Magrelli e lo scrittore Hans Tuzzi. Il libro racconta il periodo, tra marzo e aprile 1875, in cui il grande poeta arrivò a Milano proveniente da un rocambolesco viaggio a piedi dalla Svizzera e fu ospitato e accudito da una misteriosa vedova abitante in piazza Duomo 39 dove oggi c’è la Rinascente. Il periodo coincide con la decisione di Rimbaud di abbandonare per sempre la poesia, nei brevi anni di vita che gli rimarranno si dedicherà infatti a vari disparati mestieri. Franzosini ne racconta la vicenda con sapienza rendendola avvincente, pur basandosi su pochissimi documenti reali.

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Chateaubriand e la scrittura dei sensi. A Napoli il convegno internazionale dedicato al fondatore del romanticismo letterario francese a 250 anni dalla sua nascita

romanticismo

Due tra le più prestigiose Università francesi e il gotha della cultura francese in Italia si ritroveranno a Napoli giovedì e venerdì 3 e 4 Maggio per celebrare i duecentocinquant’anni dalla nascita di François-René de Chateaubriand, il visconte francese scrittore, politico e uomo diplomatico (già Ministro degli Esteri del Regno di Francia nella prima metà dell’Ottocento), unanimemente considerato il fondatore del romanticismo letterario francese.

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