Le storie dello scrittore polacco naturalizzato statunitense Jerzy Kosinski, di famiglia ebrea, sopravvissuto agli orrori della Polonia nazista e stalinista, ed emigrante nel 1957 negli Stati Uniti, dove iniziò l’attività letteraria in lingua inglese (L’uccello dipinto ha vinto in Francia il Prix du Meilleur Livre Etranger; Passi il National Book Award in Fiction. Dal romanzo Presenze è stato tratto il film Oltre il giardino, per il suo adattamento cinematografico si è aggiudicato il Best Screenplay of the Year Award), sono superfici di acciaio riflettente, e Flipper non fa eccezione: da questo romanzo del 1984 proviene un vago calore, per quanto raccontato con un distacco chirurgico, e una timida partecipazione alle vicende emotive dei personaggi, anche in questo caso (come già accade in Oltre il giardino, L’uccello dipinto, Passi) divisi tra una esistenza di superficie e una realtà interiore con cui si devono confrontare.
Read More »Il “quasi” crepuscolarismo di Guido Gozzano tra la Signorina Felicita e Nonna Speranza: un confronto con Moretti, Govoni, Corazzini e Bontempelli
Crepuscolare oltre i crepuscolari, raffinato frequentatore della Torino dei critici esordi del secolo breve, intelligente lettore di D’Annunzio e dei simbolisti francesi, Guido Gozzano è – parola di Eugenio Montale – il più artista dei poeti del suo tempo, ovvero il tempo abitato da quelle incrinature che solo l’avanzare di un mondo inquietante e opprimente quale quello borghese può provocare, seppur dando voce – flebile o intensa che sia – a una poesia tanto acuta da riuscire a raccontare davvero le buone cose di pessimo gusto che affollano la malinconica quotidianità degli anni zero del Novecento.
Read More »‘Il nero e l’argento’ di Paolo Giordano: i pericoli che si celano nell’amore quotidiano
Probabilmente Il nero e l'argento non è un romanzo che lascia il segno, anzi a tratti risulta piatto, ma è un libro che consigliamo di leggere in quanto segna un ulteriore miglioramento sul piano dello stile di Giordano. Viene a galla che l'umore "nero" del protagonista (nero come la malattia), così carico di malinconia e "l'argento di lei", pieno di vitalità, luce, riflessi, non riescano più ad amalgamarsi, si ritrovano al limite del baratro senza rendersi conto che la forza, il coraggio e la tenacia della loro balia adesso è anche parte di loro stessi. E' dentro le stanze che le famiglie crescono: strepitanti, incerte, allegre, spaventate. Giovani coppie alle prime armi, pronte ad abbracciarsi o a perdersi. Come Nora e suo marito. Ma di quelle stanze bisogna prima o poi spalancare porte e finestre, aprirsi al tempo che passa, all'aria di fuori. Ed è così che la signora A., nell'attimo stesso in cui entra in casa per occuparsi delle faccende domestiche, diventa la custode di una relazione, la bussola per orientarsi nella bonaccia e nella burrasca. Con le pantofole allineate accanto alla porta e gli scontrini esatti al centesimo, l'appropriazione indebita della cucina e i pochi tesori di una sua vita segreta, appare fin da subito solida, testarda, magica, incrollabile
Read More »Il terrore e l’odio per la vita e per il mondo nelle opere di H. P. Lovecraft, insofferente al modernismo
Reazionario, pessimista, razzista, antimoderno, antidemocratico e anti-yankee. Prima ignorato, poi demonizzato e banalizzato. Misconosciuto per molti , non è uno scrittore per tutti: un uomo "contro il mondo, contro la vita". Ma nonostante ciò, H. P. Lovecraft è divenuto oggi una figura pop. Riscopriamo un autore che ha odiato così profondamente la vita, tanto da aver fatto del suo disgusto un'opera d’arte. Nella storia dell’umanità sono esistiti autori ignorati o addirittura umiliati quando erano in vita, per poi essere onorati dai posteri, divenendo dei veri e propri classici, colonne portanti di un determinato pensiero. Howard Philips Lovecraft è sicuramente uno di questi. Oggi le sue opere vengono ristampate in massa e i suoi miti sono impressi nell’immaginario collettivo. La conseguenza principale di questo stato di cose è che tutti parlano di Lovecraft, anche se non lo hanno mai letto: la sua figura viene banalizzata, in quanto unicamente ricondotta alle creazioni più famose (da Cthulhu a Nyarlathotep, dal Necronomicon alle Montagne della follia). Ad un livello più profondo, invece, il fascino di questo personaggio deriva proprio dalla sua caratterizzazione. Nell’introduzione alla raccolta di tutti i racconti lovecraftiani, Giuseppe Lippi scrive: «ama il mondo greco-romano, non il presente industrioso; riverisce il Settecento coloniale, non l’indipendentismo di “queste colonie di rivoltosi”; è anglofilo, antiyankee, insofferente al modernismo». È razzista, reazionario e disprezza la società democratica, progressista e consumista. Il suo pessimismo, definibile come “cosmico”, lo porta ad apprezzare i valori puritani: l’importante, nella permanenza in questo mondo orribile, è rimanere puri. Come afferma Michel Houellebecq nel suo saggio H. P. Lovecraft. Contro il mondo, contro la vita: «il personaggio di Lovecraft affascina anche perché il suo sistema di valori è totalmente opposto al nostro».
Read More »‘La peste’di Albert Camus: la tragicità dell’esistenza e un esodo che sa di salvezza
Albert Camus scrive a gruppi di due: saggio filosofico/romanzo, in cui il romanzo non è altro che l’esplicitazione letteraria di ciò che si è enunciato nel saggio in termini filosofici (Il mito di Sisifo – Lo Straniero; L’uomo in Rivolta – La peste). È nella Peste, romanzo del 1947 che la rivolta dell'uomo contro se stesso, trova il suo culmine. Gli eventi si svolgono in una città simile ad Algeri, Orano, ornata anch’essa da meravigliose e calde coste. L’avvento della peste decimerà pian piano la popolazione, che in un primo momento rifiuterà di considerare l’epidemia una vera pestilenza, e che poi comincerà ad impazzire e a perdersi nelle frivolezze della vita quotidiana.
Read More »‘L’ora più buia’ di Wright: la ricostruzione dei venti giorni che determinarono le sorti delle democrazie occidentali durante la seconda guerra mondiale
Imperniato sulla ricostruzione dei venti giorni che determinarono le sorti dell’Inghilterra e conseguentemente delle democrazie occidentali nella Seconda guerra mondiale, il film del londinese Wright (Anna Karenina, per citare uno dei suoi film più celebri), L'ora più buia, ha praticamente ipotecato la statuetta per il miglior attore alla prossima edizione degli Oscar. Gary Oldman, infatti, al di là dello strenuo lavoro del truccatore, è superlativo nello scolpire Winston Churchill anche sul piano del carattere, lo spirito e il pensiero per la cui attendibilità non sarebbe bastata la sola performance mimetica.
Read More »‘Hagakure’ del guerriero diventato monaco buddista Tsunetomo: il presente tra le foglie del passato
L'Hagakure è opera capace di guidarci alla scoperta di una realtà affascinante e misteriosa come quella dei samurai, ma anche aiutarci a vivere meglio qui ed ora. Che cos’è Hagakure? Chi è sempre alla ricerca di una definizione univoca rimarrà deluso di fronte a un libro che si presta a molteplici interpretazioni. È il bushidō – 武士道, codice comportamentale e manuale di autodisciplina dei samurai, certo, ma anche lucida testimonianza di un’epoca giunta al tramonto; il testo tristemente noto per aver accompagnato gli aviatori kamikaze nei voli suicidi durante la Seconda Guerra Mondiale, ma allo stesso tempo il diario intimo di un guerriero, Yamamoto Tsunetomo, fattosi bonzo più per necessità che per virtù. E quest’ultimo aspetto, in verità fondamentale, rischia troppo spesso di passare in secondo piano a causa delle forzature e delle interpretazioni contrastanti cui il testo è stato oggetto nel tempo. Il titolo, però, parla chiaro: “al riparo”, “nascosto dalle foglie”, suona in italiano.
Read More »Perché mente e coscienza non sono un epifenomeno come sosteneva Huxley, ma rispettivamente un tribunale recondito e flusso degli stati vissuti da un Io
È quasi impossibile trovare oggi in un articolo di biologia termini come “mente” o “coscienza”, al cui posto leggeremo: neuroni, proteine, sinapsi e così via…, donde d’improvviso – con un salto dalla prosa scientifica alla poesia immaginifica – la mente è spiegata come “ciliegina sulla torta” (E. Boncinelli) o “fischio della locomotiva” (A.G. Cairn-Smith). Il termine ufficiale usato dal conformismo riduzionista è “epifenomeno” (un’invenzione del “mastino di Darwin”, T.H. Huxley), che significa “fenomeno derivante da un altro”: siccome però nel mondo tutti i fenomeni derivano da altri (proprio nello studio delle loro concatenazioni causali consistono le scienze) e “poiché là dove mancano i concetti, s’offre, al momento giusto, una parola” (J.W. von Goethe, “Faust”), il termine serve solo, secondo il diavolo, a celare la mancanza d’ogni concetto a riguardo di cosa sia la mente.
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