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Altri mondi

Umberto D. di Vittorio De Sica: storia di un capolavoro

Umberto D

Una pietra miliare della storia del cinema, una delle vette del neorealismo, il capolavoro Umberto D. di Vittorio De Sica, alla sua uscita, nel 1952 è stato oggetto di forti polemiche sia da destra (famoso l’intervento dell’onorevole Giulio Andreotti, che accusò De Sica di eccessivo pessimismo e di non ricordare che l’Italia era anche patria di don Bosco, di Forlanini e di una progredita legislazione sociale), sia da sinistra, per la mitologia del “personaggio positivo”, che il film smentiva, non prestandosi a essere semplicisticamente definito “un appello alla solidarietà umana”.

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Il cinema secondo Cesare Zavattini

Zavattini

Cesare Zavattini (Luzzara, 20 settembre 1902 – Roma, 13 ottobre 1989) è stato tra i più grandi sceneggiatori che il cinema italiano abbia mai avuto, grazie a lui l’Italia ha scoperto “l’attualità” anche nei film. Film come Ladri di biciclette, Umberto D., I bambini ci guardano, Quattro passi tra le nuvole, Sciuscià, Miracolo a Milano, portano la sua firma di sceneggiatore. Sono di estremo interesse le sue riflessioni sul cinema, le quali ci fanno comprendere meglio anche la stagione neorealista e le sue origini. Il nostro cinema, grazie alla guerra, ha scoperto la quotidianità, la fame, la miseria e lo sfruttamento.

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Il cinema francese tra il 1930 e il 1950, meglio conosciuto come realismo poetico

Giaques Prevert

Il cinema francese tra il 1930 e il 1950 vive un periodo di fasti e splendore, meglio conosciuto come “realismo poetico”, formula suggestiva ma fuorviante in quanto non ci consente di conoscere totalmente uno dei periodi più ricchi culturalmente e linguisticamente del cinema mondiale. Vale la pena, quindi, esaminarlo in maniera approfondita.

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“Ten”: il grunge secondo i Pearl Jam

Pearl Jam

Ten dei Pearl Jam è perfettamente al passo coi tempi sia dal punto di vista lirico che musicale. E’ un disco grunge ma non nel senso più estremo del termine. Le epiche cavalcate di Alive, Even Flow, Black, Jeremy, Once, Oceans, sono entrate di diritto nell’immaginario collettivo di schiere di adolescenti, trasformandosi in veri e propri inni di un’intera generazione.

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Il divieto di ridere: modi e significati di una risata

Turchia, vietato ridere

Ridere, una delle reazioni nervose più comuni e più frequenti della nostra vita che indica una sensazione di intensa allegria, felicità, gioia, piacere ma anche tristezza e rabbia e non sempre costituisce un'esperienza piacevole, anzi a volte è associata a diversi fenomeni negativi. L'eccessivo ridere infatti può portare a cataplessia e ad imbarazzanti attacchi di risa, oltre che a colpi ricorrenti di sghignazzate, sintomi di una preoccupante condizione neurologica.

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“Remedios”: la grande anima di Gabriella Ferri

Gabriella Ferri è Roma. La sua voce, ogni nota o verso, trasudano romanità. Ogni canzone descrive l’atmosfera della Città Eterna come un’incisione di Piranesi, un sonetto del Belli o un film di Luigi Magni. La personalità enorme e sfaccettata, unitamente allo straordinario percorso artistico, hanno inoltre sdoganato definitivamente la cultura romana, portandola ben oltre le mura Aureliane fino a farle assumere una dimensione internazionale. Grazie al suo essere cantante, attrice, conduttrice televisiva (ricordiamo le celebri trasmissioni “Dove Sta Zazà” e “Mazzabubù” che segnarono l’epoca d’oro della TV nostrana) ha trasmesso l’amore per la sua città a milioni di persone. La Ferri, però, è stata soprattutto una cantante “popolare” ma non nel senso dispregiativo del termine, bensì nel senso di una cantante del popolo e per il popolo. La straordinaria intuizione dell’esistenza di un minimo comun denominatore tra la musica tradizionale di tutto il mondo ha spinto l’artista romana a concepire ed incidere quello che può essere considerato il suo capolavoro: Remedios

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“Exile On Main Street”: La grandeur degli Stones

Ruvido, lercio, sudato, grezzo, sfinito, eclettico; queste sono le sensazioni generate dall’ascolto di "Exile On Main Street", dodicesimo album dei Rolling Stones. Un’opera colossale, un magnifico doppio album i cui pezzi trasudano blues, country, rock’n’roll e boogie. Jagger e Richards, al massimo della forma e dell’ispirazione (alimentata anche da montagne di droga e fiumi di alcol), scrivono luride canzoni piene di sesso, giocatori d’azzardo, angeli neri, tossicodipendenza, demoni e spiritualità. Il tutto è accompagnato da chitarre affilate come rasoi, una solida base ritmica ed una voce che sembra uscita più da un profondo buco nero che dalle corde vocali di una celebrata rockstar.

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