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Annalina Grasso

Giornalista e blogger campana, 29 anni. Laurea in lettere e filologia, master in arte. Amo il cinema, l'arte, la musica, la letteratura, in particolare quella russa, francese e italiana. Collaboro con una galleria d'arte contemporanea.

‘Nel cuore di una bimba, nella luce di una stella’, la favola nera di Arrigo Geroli

nel cuore di una bimba libro

Nel cuore di una bimba, nella luce di una stella è un romanzo dello scrittore Arrigo Geroli per la casa editrice Nulla Die, 2020 Si tratta di una favola nera dalle tinte horror, ambientata nel 2017 ma ricca di rimandi alla Milano ancestrale, che ho scritto con l'intento di trattare il tema dell'inganno e dell'aberrazione dell'amore. Attraverso mondi paralleli e miti celtici, oceani di farfalle e patti di sangue, Geroli tenta di offrire al lettore spunti di riflessione sulla paura e il desiderio di crescere; la perdita del senso della vita in seguito all'indipendenza di chi si ama; l'attaccamento insensato a un'esistenza indecorosa, e l'assenza di luce che traveste la violenza subita in amore.

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Marina Cvetaeva, la guerriera russa con lo sguardo rivolto verso l’Alto

Marina Cvetaeva

La parabola esistenziale di Marina Ivanovna Cvetaeva è trama romanzesca, leggenda per sua natura. Impossibile trattarla al pari di quella di altri poeti. Impossibile cercare paragoni e somiglianze. Marina vive delle due uniche categorie dell'anima a lei necessarie: l'amore e il dolore. Nella Russia della Rivoluzione Bolscevica, il marito, Sergej Jacovlevic Efron, segue gli eserciti dei Bianchi. Lei rimane sola con due figlie, Alja e Irina. Irina muore di stenti. In Boemia, nel 1921, si ricongiunge al marito che vi si è rifugiato. A Parigi arriva nel Novembre del 1925. Irruente e ribelle, è isolata dalla colonia dei profughi russi. Non si piega a compromessi, non ostenta il suo volto antisovietico.

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Chun Kwang Young. Aggregazioni di Vita

Chun Kwang Young

Un ricordo d’infanzia può diventare una parte importante di un’opera d’arte? A quanto pare per l’artista sudcoreano classe 1944 che vive e lavora a Seul, Chun Kwang Young, tra i più interessanti e quotati del momento, la risposta è più che affermativa. Nel suo caso il ricordo d’infanzia è rappresentato da carta Mulberry che, tinta col tè o con altri pigmenti naturali, gli consente di unire pittura e scultura in superfici animate da miriadi di pacchettini di questa carta di gelso coreana. Quello che a prima vista si percepisce guardando un’opera di Kwang Chun sono grandi e complesse sculture generate dalla tessitura di migliaia di minuscoli pacchetti triangolari colorati che ricordano le immagini della superficie lunare, come se l’arte di Kwang Chun fosse un qualcosa che ancora pochissimi hanno scoperto, capito e apprezzato.

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Matteo Lucca. L’opera d’arte come rivelazione

Matteo Lucca

Pane, nutrimento, accoglienza, Terra, Uomo, sono queste le parole chiave della ricerca artistica di Matteo Lucca, nato a Forlì nel 1980 e laureato all’Accademia di Belle Arti di Bologna. La sua ricerca, che mira a stabilire un dialogo tra Uomo e Terra, si esprime attraverso diversi materiali, ma negli ultimi anni l’artista si è concentrato sull’uso del pane, realizzando sculture e installazioni per diversi contesti tra i quali: 2016 l’installazione “uomini di pane” nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi; 2017 presso Isorropia Home Gallery, Milano e Magazzeno Art Gallery di Ravenna; 2018 un ciclo di mostre presso i musei diocesani.

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Racconti brevi della scrittrice Valeria Serofilli

Serofilli

Ride l'americana di colore in sovrappeso sotto al mio balcone.  Una risata sana, grassa come lei, orgasmica, che dire? Il primo passo verso la felicità. Di fronte a lei un'altra americana, altrettanto grossa ma bionda. Risate che suonano anacronistiche in questo periodo di pandemia ma che è come se salissero al cielo, lame di luce a penetrare le nubi per poi ricadere salvifiche su reparti asettici, o almeno dovrebbero, di ospedali, e a rischiarare il grigiore dell'asfalto di strade semivuote.  E' il primo racconto breve di Valeria Serofilli

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Maurizio Bianucci: “Il cinema è una grande bugia a cui tutti dobbiamo credere perché è l’unica che ti rivela la verità’

Bianucci

Maurizio Bianucci, romano, classe 1969, è un attore e cantante il cui nome a molti non dirà nulla, ma la sua passione per il teatro e per il cinema, genuina e supportata da una cultura della materia non indifferente, dalla curiosità, e dall'umiltà. Lo si capisce dal modo in cui Bianucci parla e considera il pubblico, dal rispetto che ha per i grandi maestri del passato e anche del presente, e in virtù della tanta gavetta fatta senza scendere a compromessi con la sua idea di Arte.

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