Come secondo le previsione, Una battaglia dopo l'altra, il political action drama di P.T. Anderson si aggiudica l'Oscar 2026 per il miglior film, all'interno di una serata prevedibilmente politicamente corretta, costellata di spillette anti-Ice, discorsetti contro la guerra, slogan propal. Sono lontani i tempi di "Ubriaco d'amore", "Magnolia", "The Master", "Il petroliere", "Licorice Pizza": Anderson pur conservando la propensione ad una febbrile e a volte spocchiosa visionarietà, ha capito che per vincere l'Oscar più ambito bisogna puntare sul messaggio politico di stretta attualità.
Read More »‘Il mio amico Sam’ di Valentina Zanusso. Due esistenze agli antipodi per una rinascita
Un incontro impossibile che può cambiare due vite; è la storia de "Il mio amico Sam", il nuovo romanzo di Valentina Zanusso, pubblicato da The Wall Edizioni, che affronta temi delicati come la solitudine, la disperazione e la possibilità di rinascere anche quando tutto sembra perduto. Il libro si apre con una scena potente: un anziano uomo, convinto di essere malato terminale, si prepara a togliersi la vita su un ponte nel cuore della notte. Un gesto estremo che verrà interrotto da una serie di coincidenze imprevedibili che lo porteranno a incontrare Sam, un giovane fragile e insicuro, alle prese con le proprie paure e con un misterioso oggetto capace di indicare la strada verso ciò di cui si ha più bisogno.
Read More »‘Le due vite di Andrii Rosliuk’, di Olivia Crosio. Una storia di speranza ucraino-italiana
Si può appassionare il lettore alla vicenda di un uomo che non ce l’ha fatta? Ad una storia dove il protagonista non esce vincitore, o perlomeno come nel modo in cui siamo abituati un personaggio vincente, eroe. “Le due vite di Andrii Rosliuk” (Arkadia Editore, 2026), di Olivia Crosio, è la storia «allegra e piena di vita» di un uomo che non ce l’ha fatta. È anche un romanzo, voluto dal suo protagonista. Andrii Rosliuk e sua madre Nataliia lasciano l’Ucraina a causa della guerra e della malattia di lui. Vengono caricati su un autobus e portati in Italia, a Milano, dove lui tenterà un trapianto di midollo. Si lasciano dietro famiglia, amici, progetti e speranze, ma anche le polpette preferite di Andrii, la sua auto rossa con il cambio automatico e una certa bottiglia di whisky.
Read More »‘L’eredità Ferramonti’ di Gaetano Carlo Chelli. Un classico dimenticato
L'Eredità Ferramonti di Gaetano Carlo Chelli, è un classico dimenticato uscito per la prima volta nel 1883 (anno dello scandalo della Banca Romana), ristampato nel 1972 e dal quale fu tratto il film omonimo di Mauro Bolognini nel 1976. Nella Roma umbertina, travolta dalla speculazione e dall'ascesa di una nuova borghesia senza scrupoli, la famiglia Ferramonti si lacera attorno all'eredità del patriarca Gregorio, ex garzone diventato ricco fornaio. I figli, divorati da ambizione, rancore e avidità, si muovono in un mondo opaco di intrighi familiari, calcoli economici e compromessi morali. Dominata dalla figura inquietante e ambigua di Irene, donna bellissima e spietata, la vicenda diventa un affresco impietoso della nascente Italia postunitaria. Un grande romanzo realista che smaschera le radici profonde della corruzione moderna. Questa stampa propone un'edizione critica ampiamente corredata delle note di Trifone e Gualdo.
Read More »Jon De Lorraine, giornalista francese sull’omicidio Quentin Deranque: “I media demonizzano la vittima trasformando i carnefici in “combattenti della resistenza”
«Voglio parlare a un fascista,/ prima che io, o lui, siamo troppo lontani...Ci siamo comportati coi fascisti (parlo soprattutto di quelli giovani) razzisticamente: abbiamo cioè frettolosamente e spietatamente voluto credere che essi fossero predestinati razzisticamente a essere fascisti»; recitava una poesia di Pasolini. Oggi molti ancora pensano che con i presunti fascisti non ci si debba parlare, anzi bisogna massacrarli di botte fino ad ucciderli. E' quello che è successo al 23enne francese Quentin Deranque qualche settimana fa a Lione, mentre difendeva un gruppo di femministe di destra, pestato a morte da un gruppo di violenti che si definiscono antifascisti e che pensano che "ammazzare un fascista non è reato". Peccato che Quentin non fosse neppure fascista, come ha spiegato il giornalista e blogger Jon De Lorraine, voce impegnata nel dibattito pubblico francese.
Read More »“Orlando Furioso, una perenne fuga dell’armonia nella follia” di Mauro di Ruvo. la lettura filologica e semiologica
Un libro impegnativo e stimolante, il saggio del critico d’arte Mauro Di Ruvo dedicato al celebre poema L’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, che riflette sull’irriducibilità del destino e sull’illusione da cui deriva la forza, la furia e la fede di Orlando. “Orlando Furioso, una perenne fuga dell’armonia nella follia”, edizioni Helicon, 2025, non è un volume monografico di storia della letteratura, ma di semiologia e di filologia romanza, di psicologia ed estetica analitica. É in questa fusione interdisciplinare che si scopre infatti la complessità interpretativa del poema, intriso di passioni, fomenti, malinconie e delusioni di una vita attraversata non tra i circoscritti tumulti comunali e borghesi, ma proprio tra le lotte e i dissidi interiori di un gentiluomo nella placida corte estense, specchio della rovinosa e insana atmosfera italiana ed europea cinquecentesca
Read More »‘Punto e a capo’. L’esordio di Milena Melchiorre tra introspezione e canzone d’autore
"Punto a Capo" è il primo album di Milena Melchiorre, cantautrice abruzzese nata nel 2004 e originaria di Giulianova, che si affaccia con decisione e delicatezza al panorama della nuova canzone d'autore italiana. Pubblicato il 10 dicembre 2025 dall'etichetta Cinemusica Nova srls, con il contributo di Nuovo IMAIE, il disco è disponibile su tutti i principali store digitali,
Read More »‘Baby Gang’ di Gabriele Lanci. Dalla cronaca nera al romanzo di formazione e memoriale
Baby gang 74 – Ragazzi a caccia di uomini di Gabriele Lanci si colloca nel filone del romanzo di formazione, intrecciando memoria storica, cronaca nera e commedia adolescenziale. Il libro prende le mosse da un fatto realmente accaduto a Lanciano nel 1974: il suicidio di un bambino di 12 anni, vittima di violenza sessuale. Un evento che segnò profondamente la città e che nel romanzo diventa il detonatore di una vicenda narrativa dai toni insieme drammatici e grotteschi.
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