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Altri mondi

Desenzano del Garda celebra il centenario della nascita dell’artista pop Roy Lichtenstein

ROY LICHTENSTEIN

La Città di Desenzano del Garda (Bs), in occasione del centenario della sua nascita, celebra uno dei più importanti artisti americani della Pop Art internazionale: Roy Lichtenstein. Organizzata dall'Assessorato alla Cultura e prodotta da MV Eventi, la mostra "Roy Lichtenstein: the Sixties and the history of international Pop art" sarà ospitata al Castello dal 29 aprile al 16 luglio 2023 e presenterà 60 opere di Roy Lichtenstein e di alcuni dei principali protagonisti del rinnovamento artistico degli anni Sessanta.

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‘L’Umana Fragilità’ di Francesca Callipari, un libro che indaga sul rapporto dell’uomo con la morte

fragilità

Dal 18 Aprile è disponibile in tutti gli store online il libro dal titolo "L'umana Fragilità" dello storico e critico d'arte Francesca Callipari. Un'analisi storico artistica ma anche socio-antropologica sul rapporto dell'uomo con la morte, che ci conduce in un viaggio introspettivo volto ad approfondire aspetti che troppo spesso tendiamo ad allontanare per paura, invogliandoci al tempo stesso a scoprire un po' di più alcune grandi opere della Storia dell'arte.

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‘Tempoforma’, la personale di Rae Martini a Milano

Rae Martini

Federico Rui Arte Contemporanea è lieta di presentare la personale di Rae Martini “Tempoforma”, in cui vengono presentate 12 opere inedite dedicate a due cicli di opere recenti, i Modulari e i Sistemi di interazione. La mostra inaugura martedì 9 maggio e sarà visitabile fino al 30 giugno, dal martedì al venerdì alle 15 alle 19 (e sabato su appuntamento). Il titolo Tempoforma nasce proprio per evidenziare la continuità tra due elementi fondamentali nella pratica dell’artista, oggi giunta ad un notevole livello di definizione: il linguaggio e il tempo, elementi processuali e formali dell’indagine di Rae Martini, risultato di un percorso sorvegliato, coerente e sperimentale che si colloca in una produzione trentennale, così spiegata dall’artista stesso: “partendo dalla lettera, poi indietro alla struttura, poi indietro alla parola, fino al segno, alla superficie (urbana), al segno del tempo, al tempo stesso e al suo scorrere. Negli attuali Modulari domina il concetto della successione temporale e della sua manifestazione”.

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I dipinti dell’artista russo Andrey Esionov rimangono nelle chiese romane

Esionov

Il catalogo del progetto «Percorsi della fede. L’arte di Andrey Esionov in 7 chiese di Roma» è stato presentato martedì 21 marzo nella Chiesa di Santa Maria in Campitelli a Roma. Il volume, di 172 pagine, racconta la mostra omonima dell'artista russo Andrey Esionov, che si è tenuta da maggio a novembre 2022 in alcune delle principali basiliche e chiese della Capitale italiana. Il libro contiene un saggio del noto critico e storico dell'arte Vittorio Sgarbi, oltre ai testi della direttrice del Pantheon Gabriella Musto, del direttore della Casa Russa a Roma Daria Pushkova, del giornalista e scrittore Francesco Bigazzi, del giornalista e presentatore Julian Makarov e di altri autori.

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Oscars 2023. Vince ‘Everything Everywhere All At Once’, ma meritava ‘Gli spiriti dell’isola’. Questione di conscience washing

Oscars 2023

Al Dolby Theatre di Los Angeles è andata in scena la 95ª edizione dei premi Oscar, la nottata di premiazione più attesa dell'anno. Quest'anno c'è stato un film dominatore in assoluto, Everything Everywhere All at Once che si è aggiudicato ben 7 statuette su 11 candidature. Il film costruito su più livelli, intrattiene con il suo montaggio e le scene action esilaranti benché sia ridondante e incotrollato. Everything Everywhere All at Once mescola tutti le vite e i generi possibili: kung-fu, wuxia, mélò, fantasy, commedia. È un film di fantasmi che compaiono e spariscono. Tuttavia sembrava la storia di due amici vestita di echi che sembrano provenire da Brecht, Buzzati e Beckett, quella più meritevole della vittoria. Gli spiriti dell'isola è un film sull'amiciziae le sue contraddizioni, ma è anche un film che parla dell'attesa di qualcosa che forse non verrà mai.

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‘Gli spiriti dell’isola’ di Martin McDonagh, un film unico nel cinema contemporaneo, tra nero e grottesco

Gli spiriti dell'sola

Anni Venti, al largo della costa d’Irlanda. Tra abbondanti pinte di Guinness e sentori di bacon e porridge, “Gli spiriti dell’isola” da teatro dell’assurdo si trasforma in tragedia. I volti degli abitanti di Inisherin assomigliano a totem ancestrali, le loro espressioni alle brume del cielo e i loro sentimenti ai fuochi di torba mentre i marosi s’infrangono sulle falesie e gli strapiombi delle montagne fanno da quinta ai paesaggi spazzati dal vento. Il film, che piaccia o respinga, non ha equivalenti nel cinema contemporaneo e anche se avete cercato invano il nome di Inisherin sulle mappe (il luogo è inventato) è escluso che lo possiate dimenticare. Premiato a Venezia e ai Golden Globes (sempre per il miglior attore e la sceneggiatura) e candidato a nove Oscar (con ottime possibilità di vittoria), il film di Martin McDonagh racconta lo strano legame tra il giovane e ingenuo Pádraic e l’anziano Colm con la passione per la musica.

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‘Babylon’ di Chazelle: il facsimile delirante di ‘C’era una volta a Hollywood’ di Tarantino

Chazelle

E tu futuro spettatore sei massimalista o minimalista? La partita di “Babylon” si gioca tutta qui perché il film ha diviso la critica e dividerà il pubblico per le sue smisuratezze, dal costo di ottanta milioni di dollari alla durata di tre ore e dieci, dallo stile frenetico e survoltato al cast capeggiato da Brad Pitt e la regia firmata dal rampante Chazelle divenuto nel 2016 con “La La Land” il più giovane regista della storia degli Oscar a vincere il premio. Che tiri aria di scontro, per fare un esempio, lo indica il dato che i voti ottenuti sui magazine specializzati oscillino da 1 a 9, ma pesa anche l’appartenenza al genere del cinema sul cinema, ovvero un repertorio sterminato, abusato, celebrato e autocelebrativo fitto di molti capolavori e molti bluff, talvolta addirittura più incisivo se utilizzato a margine, fuori contesto e finanche per traslato (vedi la sequenza finale di “The Fabelmans” con la battuta di John Ford).

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