Tre colori: Blu è un controverso e premiato film del 1993 diretto da Krzysztof Kieślowski e il primo della trilogia che il regista polacco ha dedicato ai tre colori della bandiera francese ed al motto della Rivoluzione francese: Liberté, Égalité, Fraternité! Un film robusto nei connotati estetici e nei contenuti, diretto con maestria e forza evocatrice commista a vibrante malinconia e a sprazzi di speranza e apertura tutt’altro che ingenua a valori universali, o meglio, che dovrebbero avere statuto d’esistenza in ogni latitudine della vicenda umana (il finire del secolo scorso qui testimonia, nello spirito del regista, di una fiducia nel progetto europeista sinceramente laica e fondata sull’eguaglianza e l’equità sociale, sulla libertà e la cittadinanza di diritti non disegnati da confini, che oggi a conti fatti può sembrare velleitaria e aurorale rispetto a quanto sarebbe seguito).
Read More »‘Napoleon’. Il rifiuto della sconfitta è l’unica chiave seria della caratterizzazione di Scott
Ancora lui? La mitografia bonapartista non prevede pause. Nel cinema di Ridley Scott, inoltre, l’immagine di “Napoleon” aleggia fin dal suo primo lungometraggio del 1977, “I duellanti”, ambientato negli anni del mandato di Primo Console. L’incontro era dunque scontato, tuttavia il regista britannico ha aspettato sino al 2020 prima di lanciarsi nell’impresa: avviato inizialmente con la 20th Century Fox, il progetto è stato abbandonato a causa del budget di circa duecento milioni di dollari che ha spinto la piattaforma streaming Apple TV+ prima a subentrare e poi a collaborare con un distributore per portare il film anche nelle sale (sui teleschermi sarà messa in onda una versione di oltre 4 ore).
Read More »‘Anatomia di una caduta’ di Triet. Tutti i rapporti di coppia possono essere tossici
“La finestra sul cortile” incontra “Storia di un matrimonio” nel mystery alpino “Anatomia di una caduta” della francese Triet che ha vinto la Palma d’Oro all’ultimo Festival di Cannes. Si tratta di un film più femminista dei tanti film femministi per contratto che prevede l’analisi di un ménage coniugale accreditando nel contempo l’ipotesi che non potremo mai comprendere pienamente nessuno tranne noi stessi: la constatazione del fatto che i matrimoni – anzi tutte le relazioni in generale – possano risultare tossici funziona, infatti, solo come una delle spinte e controspinte di un enigmatico resoconto.
Read More »L’artista italiano LBS unisce il mondo con la performance “No Money, No War, No Web”
L’artista italiano Bruno Salvatore Latella (LBS) presenta un trittico intitolato “No Money, No War, No Web” nella città di Los Angeles. Si tratta di un progetto senza precedenti: per la prima volta al mondo una singola e specifica opera di street art è stata presentata contemporaneamente in più città del globo, inaugurando così l’avvento della prima forma di “Globalized Street Art”. Il progetto rappresenta una potente denuncia contro la crescente distruzione dei confini fisici e ideologici che caratterizzano il mondo moderno. La performance, coordinata in maniera meticolosa per far fronte al problema dei diversi fusi orari, è iniziata da Est, in Ucraina, per concludersi negli Stati Uniti. L’obiettivo dell’artista è sia quello di creare una “Performance Anti-propagandistica”, sia quello di unire street artist provenienti da tutto il mondo che, abbracciando la visione d’insieme, hanno permesso la sua realizzazione.
Read More »Cattivi maestri. A Scienze Sociali bocciano il documento di condanna del terrorismo di Hamas
Con un vile attentato terroristico lo scorso 7 ottobre, Hamas ha colpito bambini, ragazzi, civili inermi intenti a ballare, a lavorare, a vivere la loro quotidianità. L’Occidente si è schierato, senza tentennamenti al fianco di Tel Aviv e nel 99% dei casi si sono levate parole dure nei confronti dell’atto. Eppure, Napoli, è accaduto qualcosa che sta ancora lasciando sgomenti. Il sociologo, giornalista, conferenziere e professore universitario di Sociologia dei processi culturali e comunicativi, Luigi Caramiello, più volte protagonista del dibattito cittadino, aveva presentato nei giorni scorsi al consiglio del Dipartimento Scienze Sociali dell'Università Federico II, la richiesta di votazione per una mozione che condannava duramente l’accaduto.
Read More »‘Oppenheimer’ di Nolan. La necessità di uno sguardo complesso sul mondo e sulla Storia
Tre piani narrativi che si incastrano per formare un rompicapo concettuale, morale e storico; al centro lo sguardo ambizioso e ambiguo del fisico Robert Oppenheimer, il padre della bomba atomica. Questo è Oppenheimer, l’ultimo film del regista visionario Christopher Nolan, amante della quiete apparente, dell’azione, dell’indagine, cultore del tempo, che sia fasullo, relativo o sospeso. E di personalità controverse, come quella di Oppenheimer, non esattamente l’inventore della penicillina. Sfida ardua che il botteghino sta premiando; cosa non consueta per un biopic.
Read More »“Il museo ideale. Il ritorno del Rinascimento”, il docu-film sulla messa in salvo del patrimonio artistico rinascimentale
La Casa Russa a Roma apre la nuova stagione culturale con la tanto attesa proiezione del film “Il museo ideale. Il ritorno del Rinascimento” (Russia, 2023) il 28 settembre alle ore 18:30. Il documentario è incentrato sulla storia dei restauratori provenienti da vari paesi che hanno lavorato sul restauro delle preziose sculture del Rinascimento, che dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale furono portati dall’Italia in Germania e poi nell’Unione Sovietica. Le opere furono successivamente restituite alla Germania e oggi costituiscono la base della collezione della Galleria di Dresda e dell'Isola dei musei di Berlino.
Read More »Festival del cinema di Venezia 2023: vince il divertente e furbissimo ‘Poor things!’ di Lanthimos
Sarà stata davvero una gioia per Damien Chazelle, presidente della giura di Venezia 2023, proclamare Povere creature del regista greco Yorgos Lanthimos, il film vincitore del Festival del Cinema di Venezia 2023. Già perché la protagonista di questa surreale e gotica pellicola è Emma Stone, interprete di La la land (7 premi Oscar nel 2016), proprio di Chazelle. Malizia (ma non tanta) a parte, era previdibile che vincesse un film che ha per protagonista una "Barbie" punk, la versione femminile di Frankenstein, simbolo di emancipazione femminile. Emancipazione che naturalmente passa per la libertà sessuale.
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