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Opere del ‘900

“L’assassino”: l’arguta psicologia di George Simenon

Simenon

Hans Kupérus è un medico, ma anche un uomo corpulento, metodico, abitudinario, riservato. Ha da sempre un'ambizione frustrata: quella di diventare presidente dell'unico posto di ritrovo del piccolo paese in cui è cresciuto: il circolo del biliardo. È un martedì di gennaio e Kupérus è ad Amsterdam per una periodica riunione medica dove è solito fermarsi anche a dormire per tornare il giorno successivo, ma al convegno questa volta non si presenta

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“I Buddenbrook”: il capolavoro ‘schopenhaueriano’ di Mann

I Buddenbrook

«Soltanto, non dovete credere che ci troviamo su un letto di rose...[..]..gli affari vanno male, ...[..]..vi dico solo questo: se il babbo fosse vivo...[..]..giungerebbe le mani e ci raccomanderebbe tutti alla misericordia di Dio.» Alle orecchie di quanti, suona, questa considerazione, come la tipica ed opportuna raccomandazione fatta in famiglia che, in tempi come quelli correnti, non manca mai all'appello? No. Come spesso capita, la letteratura ci permette di riflettere su quanto alcune vicende, per quanto antiche cronologicamente, siano attuali. E questo è il caso de " I Buddenbrook": decadenza di una famiglia ". Scritto da Thomas Mann (www.900letterario.it/recensioni/thomas-mann-una-sensibilita-incompresa-come-il-suo-tonio-kroger) sul finire dell' 800, tratta della storia generazionale e sociale di una ricca famiglia della borghesia mercantile di Lubecca (Germania), dal 1835 al 1877, passando per i fondamentali fatti storici Tedeschi del periodo (Rivoluzione di Marzo, Ascesa Prussiana, Unificazione del territorio tedesco).

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‘La bella estate’ di Cesare Pavese: la libertà è un male?

La bella estate

La “Bella Estate” è il titolo di una raccolta di romanzi brevi di Cesare Pavese pubblicata nel 1949. Si compone di tre testi: “La bella estate” (scritto nel 1940 e rimasto inedito fino alla sua comparsa nella raccolta), “Il diavolo sulle colline”, composto nel 1948, e “Tra donne sole”, risalente invece al 1949. Grazie a questi tre racconti, racchiusi ne "La bella estate", Pavese si aggiudica la vittoria del Premio Strega nel 1950.

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“Canne al vento” di Grazia Deledda: i drammi della fragilità umana

canne al vento

"Canne al vento" è una storia semplice di uomini semplici. Il talento dell’autrice, che certamente non necessita di essere decantato, è stato quello di rappresentare con successo la società dell’epoca con le sue tradizioni, le sue feste e le sue superstizioni. L'autrice ci descrive una società in cui il giorno era dedicato alle incombenze della vita quotidiana e la notte al riposo. La notte è rappresentata come un momento di magia, animata da ogni sorta di creature di fantasia.

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“La montagna incantata”: il ritratto della civiltà occidentale

la montagna incantata

"La montagna incantata" riflette anche un’epoca ed un ambiente che non esiste più, oppure non esiste più così diffusamente come doveva essere ad inizio del secolo scorso; queste persone nobili, o comunque benestanti, che si potevano permettere di stare ad oziare, se pur in alcuni casi anche gravemente ammalate, senza fare niente. L’unica attività che diventa quindi preminente è la disquisizione filosofica, portata avanti dai vari personaggi ognuno secondo la sua indole.

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