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Pensieri&frammenti

’22 febbraio 2020′, un racconto ai tempi del Coronavirus di Valeria Serofilli accompagnato da poesie

racconto

Il presente racconto, nato dall'esigenza di scrivere un testo che traesse spunto dall’attuale crisi derivante dal Coronavirus, dal forzato isolamento e dalle dinamiche psicologiche e sociali non di rado alienanti che stiamo vivendo, è stato scritto nell'ambito della campagna #iorestoacasaascrivere, che ho personalmente promosso sulla scia della vasta diffusione online di quella mediatica #iorestoacasaaleggere.

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Elisa Marzorati affronta l’isolamento da Coronavirus portando Debussy nelle case degli italiani

In questi giorni di distanziamento sociale, molti artisti si sono uniti per accorciare le distanze e combattere l'isolamento. Anche la pianista veneziana, figlia d'arte, Elisa Marzorati si aggiunge al coro proponendo un'iniziativa musico-culturale. Di seguito il racconto su come è nato il suo progetto. Il covid19 si è portato via il mio amato zio milanese Sergio Marzorati, stimato pianista concertista e Direttore alla Civica Scuola di Musica di Milano tra il 1962 e il 1992. A causa dell'emergenza coronavirus siamo tutti impossibilitati a spostarci, per questo non sono potuta andare a Milano per stargli vicino. Allora ho pensato ad omaggio a distanza: ho trovato diverse sue registrazioni che ho caricato su youtube con alcune sue foto. Il risultato è stato un video: Reflets dans l'eau di Debussy, suonata dallo zio, associato alle immagini dei riflessi della mia città, Venezia.

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La penosa situazione del Libro in Italia

libro in Italia

Madame Bovary si può dire muoia letteralmente di buone letture. Oggi non c’è pericolo, non perché l’eccesso di zelo in amore non continui a mietere vittime, ma perché di buone letture in giro se ne vedono ben poche. Molto si è parlato – anche troppo – di crisi del libro e crisi della lettura. Stracciarsi costante di vesti e capelli: bisogna incentivare alla lettura, si organizzano le giornate del libro, i festival e le fiere e le campagne pubblicitarie e io leggo perché e tu perché non leggi e quanto è bello leggere e come fanno bene i libri… Diciamoci la verità, una volta tanto: si legge poco perché i libri nuovi fanno perlopiù schifo e i libri vecchi quasi nessuno li vuole toccare, poiché la scuola instilla il terrore verso i classici. Altre spiegazioni sono importanti ma secondarie. Tutti se la prendono con chi non legge ma pochi con gli scrittori che scrivono coi piedi e con gli editori che pubblicano immondizia.

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