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Annalina Grasso

Giornalista, social media manager e blogger campana. Laureata in lettere e filologia, master in arte. Amo il cinema, l'arte, la musica, la letteratura, in particolare quella russa, francese e italiana. Collaboro con L'Identità, exlibris e Sharing TV

‘Le menzogne della notte’ di Bufalino: un capolavoro tra giallo metafisico e giochi di contrasti

Notte

L'ultima notte di quattro condannati a morte nel periodo borbonico, è questo il tema trattato del capolavoro di Gesualdo Bufalino Le menzogne delle notte, premio Strega 1988. I primi due capitoli sono introduttivi, e contengono le descrizioni dei protagonisti e del luogo dove si svolgono i fatti, poi vi sono i capitoli con i racconti dei prigionieri che si alternano a capitoli di riflessione; infine l’ultimo contiene il testamento e la lettera del Governatore, in cui si scopre la verità sui prigionieri. Nel romanzo prevale il discorso diretto, specialmente nei capitoli in cui ogni prigioniero racconta la sua storia, proprio perché la racconta, solo a volte interrotto dai commenti di un altro. Le descrizioni di Bufalino sono minuziose. La struttura sintattica semplice e scorrevole.

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Nastri d’argento 2020: tra prevedibilità e premi meritati, è risibile che ‘Picciridda’ di Licata non porti a casa nessun premio

Nastri d'argento

Assegnati nel giorno del lutto per Ennio Morricone, i Nastri d'argento 2020 hanno premiato Favolacce dei fratelli d'Innocenzo, film nero sulla vita nelle periferie, e già premiato allo scorso Festival di Berlino, a Matteo Garrone premio per la miglior regia di Pinocchio. Il nastro come miglior attore non protagonista a Roberto Benigni per il suo Geppetto, oltre a quello per la scenografia (Dimitri Capuani), il montaggio (Marco Spoletini), il sonoro (Maricetta Lombardo) e i costumi di Massimo Cantini Parrini — ma è il secondo film di Damiano e Fabio D’Innocenzo, già premiato alla Berlinale per la sceneggiatura

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Hilda Doolittle, la poetessa americana che amava la mitologia classica e l’imagismo e che stregò Ezra Pound

Hilda Doolittle

Nata a Bethlehem, in Pennsylvania, il 10 Settembre del 1886 da Helen Wolle, morava, amante della musica e pianista, e da Charles Doolittle, professore di astronomia presso la Lehigh University, la vita di Hilda Doolittle è stata molto ricca di viaggi, incontri personali e culturali. La coppia ha cinque figli, di cui una morta subito dopo la nascita. Nella famiglia Doolittle vive inoltre un altro figlio di primo letto del padre. Hilda cresce dunque con cinque fratelli maschi. Conosciuta semplicemente con le iniziali H.D., la poetessa Hilda Doolittle studia letteratura greca al Bryn Mawr College di Philadelphia, ma si ritira prima di aver concluso gli studi. Nel 1907, per un solo anno, è fidanzata con Ezra Pound. Le sue poesie, apparse su “Poetry” nel 1913, sono da questo definite come un perfetto esempio di poetica imagista.

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‘Strega 2020’, vince come previsto, Il colibrì di Sandro Veronesi

Sandro Veronesi

L'avevamo lasciato con il suo inutile diario sul Covid, il fresco e prevedibile vincitore del Premio Strega 2020, Sandro Veronesi, nonché con ben 47 articoli che il Corriere della Sera (quotidiano al quale lo scrittore toscano collabora) ha dedicato al suo libro Il colibrì, dopo essersi lamentato della scalata alla classifica Amazon del libro Virus, del virologo Roberto Burioni, annunciato da quest'ultimo su Twitter. Veronesi che sbotta contro un libro quando del suo se n'è parlato abbondantemente unitamente al diario in tempo di quarantena, fa quantomeno ridere, sebbene la connaturale tendenza a rinfacciare agli altri i propri stessi limiti (ossessione per le classifiche, permalosia, narcisismo, bramosia di marketing) ormai, si sa, è ormai un assioma.

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‘Fight Club’ di Chuck Palahniuk: un romanzo esistenzialista ricco di svolte semantiche

fight club

L'uscita del romanzo Fight Club di Chuck Palahniuk nel 1996 ha indotto molti scrittori, critici e pubblico in generale, loro malgrado, a guardare a questo nuovo autore. Con questo libro estremamente controverso, Chuck Palahniuk ha dato un nuovo gusto al mondo letterario negli Stati Uniti, e sollevando alcuni temi importanti come, l'umiliazione e il consumismo, il romanzo, in breve tempo, ha inondato i negozi di libri di Washington DC, incitando il dibattito critico.

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‘Fino all’ultimo respiro’: il noir revisionista di Jean Luc Godard a 60 anni dalla sua uscita

godard

Fino all’ultimo respiro, pellicola rivoluzionaria del 1960 di Jean-Luc Godard, in un certo senso imita una tendenza tipica della Hollywood degli anni Quaranta, il film noir o poliziesco. Questo genere di film trattava di investigatori cinici, gangster e uomini ordinari tentati dal malaffare; spesso una femme fatale attraeva il protagonista in una missione pericolosa il cui scopo non è dato sapere, basti pensare a film come Il mistero del falco o La fiamma del peccato.

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Matt M. Relox: dalle Filippine con amore, per l’arte italiana

Filippine arte

Matt M. Relox è un artista nativo delle Filippine, sui generis, devoto a Dio, all’arte italiana e alla sua perseveranza e passione per l’arte, nata quando era un ancora un bambino e disegnava con una foglia di banana. Ora dipinge soggetti che incutono tenerezza e amore avvalendosi di uno stile tra il propagandistico e l’immaginario retrò per un’estetica che incuriosisce chi osserva le sue opere. Opere che trasudano ironia ma anche speranza per un mondo confuso e amorale, in cui l’arte spesso sembra essere dissacrante e mistificatrice, al servizio del cattivo gusto e del culto dell’individualismo gonfiato dal mercato dell’arte contemporanea. Ma dire che la globalizzazione stia appiattendo tutto e che la tradizione sia scomparsa è una menzogna: i figli nati dalla reinterpretazione di questi due poli possono essere molto interessanti, proprio perché calpestano un limbo, una soglia indefinibile in cui può succedere di tutto.

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