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Annalina Grasso

Giornalista, social media manager e blogger campana. Laureata in lettere e filologia, master in arte. Amo il cinema, l'arte, la musica, la letteratura, in particolare quella russa, francese e italiana. Collaboro con L'Identità, exlibris e Sharing TV

Dal libro al film: “American Pastoral”. Una trasposizione impossibile

American pastoral

Guardando American Pastoral, film diretto da Ewan McGregor e uscito nei cinema statunitensi nel 2016, la struggente bellezza della storia raccontata da Philip Roth nell’omonimo romanzo del 1997 si percepisce a tratti e la pellicola colpisce più dal punto di vista emotivo che artistico. Non è certo una scelta facile esordire con l’adattamento di American Pastoral, un’opera nota, monumentale, forse troppo dark per un pubblico cinematografico. Adattare un tale colosso della letteratura al linguaggio del cinema significa riuscire a rendere l’atmosfera, le emozioni, le sensazioni, i pensieri e il non detto che aleggia in tutta la storia non usando le parole ma le immagini, gli sguardi degli attori e le loro interpretazioni.

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‘Pastorale americana’ di Philip Roth. Il grande romanzo americano per eccellenza?

pastorale americana

Pastorale Americana è un romanzo di Philip Roth del 1997, uno scrittore statunitense, considerato uno dei più importante scrittori contemporanei. Era nato a Newark, nel New Jersey da una famiglia di origine ebraica. Interessante della sua produzione letteraria è che, i suoi romanzi tendono ad essere autobiografici e, in tal senso, Roth creò una sorta di suo alter ego: Nathan Zuckerman, uno scrittore, come lui, attraverso cui cerca di portare nei suoi libri i profondi problemi della sua comunità, l’America lontana dai riflettori, l’America provinciale fatta di famiglie immigrate.

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Cannes 2024: ‘Anora’ vince la Palma d’oro. Se questo è il nuovo cinema americano

Anora

La Palma d’oro 2024 va al Sean Baker di Anora, narratore indy dell’America diseredata con una speciale attenzione per gli hustlers, gli spiantati che campano di espedienti, e per i lavoratori del sesso in particolare. Li considera, uomini e donne, il nuovo proletariato. Il suo film-troppo lungo- sembra all’inizio una replica di Pretty Woman, con una Cenerentola lap dancer che lo svitato rampollo di un oligarca sposa per gioco. Ma poi diventa una scorribanda mozzafiato con bodyguards e genitori nababbi impegnati a ricacciare Cenerentola nel fango da cui è venuta. Solo i perdenti possono darsi, tra loro, comprensione e conforto, e questo avverrà. E' il più bel film del concorso? Naturalmente no. 

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‘Da Lubiana a Trieste, la pietra di Aurisina del Carso e dell’Istria in Italia e nel mondo’ fino al 14 luglio a Trieste

Mostra Trieste

Inaugurata  lo scorso 18 maggio 2024 al Magazzino 26 di Trieste una delle più estese ed articolate mostre dedicate alla Pietra di Aurisina, del Carso e dell'Istria: “Da Lubiana a Trieste, la pietra di Aurisina del Carso e dell'Istria in Italia e nel mondo”. Un viaggio materico nella cultura della pietra che permetterà al visitatore di approfondirne la storia, l’uso nell’architettura e nell’arte, al quale si affiancano visite guidate, escursioni, approfondimenti culturali, laboratori, performance. La mostra è organizzata da Gruppo Ermada Flavio Vidonis in coorganizzazione con il Comune di Trieste e con il sostegno della Regione FVG.

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Sulle stile di Tommaso Landolfi: sinuoso e avventuroso

landolfi

Tommaso Landolfi scrive e pubblica negli stessi anni di Giuseppe Dessì. Anche lui è un autore poco conosciuto dal grande pubblico, complice il carattere schivo. Nasce a Pico, in provincia di Frosinone, e perde la madre in tenera età. Si laurea in letteratura russa a Firenze, discutendo una tesi sulla poetessa Anna Achmatova, ed ha modo di entrare in contatto con un ambiente letterario molto ricco, e ciò influisce molto sul suo modo di scrivere: egli inizia la sua attività letterario durante il ventennio fascista, periodo molto “chiuso” a causa dello stretto contatto con le letterature straniere.

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‘Racconto d’autunno’ di Tommaso Landolfi. Il rapporto impossibile tra sfondo resistenziale e sfera del fantastico

Racconto d'autunno

Il romanzo Racconto d’autunno di Tommaso Landolfi è stato pubblicato nel 1947 a Firenze dall’editore Vallecchi, ed era stato scritto l’anno precedente nella villa familiare di Pico, luogo di nascita dell’autore. A livello autobiografico la vicenda potrebbe rappresentare il difficile rapporto di Landolfi col padre e la morte prematura della madre, ma soprattutto il suo rapporto con la guerra, durante la quale Landolfi fu incarcerato per attività antifascista e la sua casa di famiglia “sventrata”1 dalla guerra come la villa del Racconto.

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Addio alla scrittrice Alice Munro. Il narrare breve da Nobel

Alice Munro

La scrittrice canadese premio Nobel nel 2013 Alice Munro è scomparsa il 13 maggio scorso in Ontario. Ha dato una dignità ad un genere letterario che veniva considerato inferiore: la short stories, il racconto breve. Non ha mai scritto romanzi, solo racconti (lunghi o brevi), un genere estremamente utilizzato nei paesi anglosassoni. Dentro il racconto, Munro, che ha abbandonato la letteratura dopo il Nobel, ha saputo combinare alto mimetico e basso mimetico (caratteristica che ben si nota nelle frasi e nelle parole che la scrittrice usa). Il fatto raccontato è come se appartenesse all’inizio della letteratura.

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Un libro per Paola Cortellesi e co.

Cortellesi

Solitamente i premi cinematografici sono vincenti perché in un modo o nell’altro fanno presa anche su coloro che del cinema non sono appassionati. Tuttavia la premessa per l’edizione 2024 dei David di Donatello (come è stato per gli Oscar del resto) è che la familiarità degli spettatori più o meno consapevoli con determinati film sia aumentata e si riscontra una diffusa familiarità con molti film grazie alla pubblicità dei media. Non è un caso che il film manifesto “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi abbia conquistato buona parte del pubblico e degli addetti ai lavori e trionfato ai David di Donatello: il film stesso è costruito sulla rabbia, e la protesta in nome delle donne vittime del sistema patriarcale sopravvissuto alla caduta del fascismo, questo lo scopo dichiarato dalla regista. In tempo di lotte al fantasma del patriarcato è grasso che cola.

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