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Perché il film “La grande bellezza” non può esserci estraneo

Tony Servillo in una scena del film

"La grande bellezza" è un film ambiguo, fluido, controverso che non può non dividere e far discutere. Ma quello che sorprende negativamente sono certe prese di posizione a prescindere, soprattutto di chi non ha mai visto un film di Sorrentino e lo ha stroncato gratuitamente e di chi non perde occasione per far valere il detto"l'erba del vicino è sempre più verde". Dovremmo essere più nazionalistici, sbarazzandoci dell'eccessiva esterofilia che ci contraddistingue ed essere capaci di gioire se un film italiano dopo 15 anni torna a vincere un Oscar.

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“Gli Amori Difficili”: un viaggio nel disagio dell’amore

gli amori difficili copertina libro

Una relazione è fatta anche di silenzi, momenti sospesi, azioni imponderabili di cui non è possibile prevederne lo sviluppo successivo: Calvino riesce a meraviglia a dare uno spaccato di questa situazione, facendo prendere forma a venti coppie, quaranta persone che nei vari racconti che si susseguono (solo due narrati in prima persona), si guardano, si toccano, si parlano, sognano ad occhi aperti. L’amore è anche una cosa difficile: paradossalmente Calvino sembra voler dirci che questa particolare relazione tra due persone sia fondata in realtà su un principio di incomunicabilità, su una difficoltà nell’approcciare l’altro, su un disagio verso se stessi che si riflette al momento del contatto con l’altra persona.

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Uomini e no: la lezione esistenziale di Elio Vittorini

In "Uomini e no", che non puo' essere di certo considerato un romanzo celebrativo di carattere politico, il dato storico bruciante, la Resistenza a Milano, spinge l'autore ad essere molto più fedele al dato storico, ed infatti c'è una difficoltà di superamento proprio in un ampliarsi del nucleo narrativo che, questa volta, cambia e si arricchisce con nuovi dettagli e descrizioni.

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